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mercoledì 30 gennaio 2008

Emigrazione: Romania : Provoca rotture genitori - figli


BUCAREST, 29 GENNAIO 2008
La partenza dei romeni per a lavorare all'estero provoca rotture nei rapporti con i propri figli. Lo rileva uno studio sugli effetti dell'emigrazione realizzato dalla Fondazione Soros, reso pubblico oggi a Bucarest. Stando alla ricerca, la partenza di uno dei genitori, soprattutto la madre, oltre alla rottura del legame con il bambino, danneggia anche la relazione di coppia e peggiora le crisi gia' esistenti, portando spesso a divorzi. ''Oltre all'opportunita' di guadagnare di piu', le donne romene vanno all' estero anche per sfuggire ai conflitti col marito'', rileva lo studio. In simili situazioni il bambino, privo dell'affetto materno, corre il rischio di abusi da parte del padre, il cui comportamento sbagliato determina spesso la partenza della madre. Per i bambini, la partenza dei genitori ha anche effetti psicologici o comportamentali. Lo studio Soros rileva che i bambini rimasti soli a casa diventano meno comunicativi e si isolano dai coetanei. I traumi emotivi si manifestano in modo diverso, in base all'eta' e alla personalita'. Piangono, si ammalano, e cercano l'affetto di altre persone, come gli insegnanti a scuola. Un altro effetto della partenza dei genitori e' il rischio dello sfruttamenoto lavorativo o sessuale da parte delle persone che li seguono in assenza dei genitori. Dei 710 minorenni con genitori emigrati intervistati dalla Fondazione Soros, 210 (il 29,6%) hanno sia la madre che il padre all'estero, mentre gli altri sono rimasti senza solo uno dei genitori. Un altro studio Soros divulgato lo scorso ottobre indicava che lavorano all'estero i genitori di 170.000 minori,il doppio dei dati ufficiali. Circa 12.000 bambini tra 10 e 14 anni vivono almeno due anni senza entrambi i genitori.
Fonte: Ansa

Bucureştiul, va fi promovat ca destinaţie pentru turiştii de afaceri


BUCUREŞTI / 29.01.2008
Principalele produse turistice care vor fi promovate în acest an de către autorităţile din domeniu vor fi turismul de afaceri şi vizitele de scurtă durată din Bucureşti şi alte oraşe importante, turismul cultural, cel balnear, Litoralul, geoturismul şi turismul rural şi sporturile de iarnă.

"Bugetul alocat acţiunilor cuprinse în programul anual de marketing şi promovare turistică în anul 2008 este de aproximativ opt milioane de euro", se arată într-un comunicat al Ministerului pentru Comerţ, Turism, IMM şi Profesiuni Liberale, transmis marţi MEDIAFAX.

Principalele pieţe turistice pe care România va fi promovată sunt Germania, Italia, Franţa, Marea Britanie, Irlanda, SUA şi Canada, urmate de aşa numitele pieţe secundare - Ungaria, Israel, Austria, Spania, Belgia, Olanda şi Luxemburg.

O a treia categorie sunt pieţele de oportunitate: Polonia, Japonia, ţările nordice, Federaţia Rusă, Republica Moldova şi China.
Sursa: Mediafax

martedì 29 gennaio 2008

Banche: Abi, sono 1,4 milioni gli immigrati clienti


29/01/2008
Sette nuovi cittadini su dieci sono integrati finanziariamente

Sette immigrati su dieci sono clienti di banca. Sono quasi 1 milione e mezzo gli immigrati che si possono ritenere a pieno titolo integrati finanziariamente in Italia. Solo due anni fa era un milione, circa un terzo in meno. E' quanto emerge dalla ricerca ABI - CeSPI sull'Analisi dei bisogni finanziari e assicurativi degli immigrati in Italia, presentati oggi al Forum sulla Responsabilita' sociale d'impresa. Aprendo i lavori Giuseppe Zadra, il direttore generale dell'ABI, ha sottolineato che ''Le banche italiane si sono attivate per rispondere subito alla domanda dei migranti.
Possiamo contare su una fascia di nuovi clienti affidabili e attivi''. I migranti con conto corrente sono passati da 1.058.000 a 1.410.000 in due anni, con un aumento di 352.000, andando dal 60% al 67% del totale delle persone provenienti dai paesi non Ocse. La popolazione di migranti adulti in Italia nel periodo 2005-2007 e' passata da 1.752.694 residenti non Ocse (dato Dicembre 2004) ai 2.119.188 (dato Dicembre 2006), registrando un aumento del 20,9%. L'incremento della bancarizzazione e' nettamente superiore a quello della della popolazione migrante. Il territorio dove si risiede incide sensibilmente. I diversi contesti produttivi, economici e sociali hanno forti ripercussioni nel rapporto degli immigrati con le banche. A Milano ha rapporti con la banca il 71,3%, a Roma il 52,6 ed a Palermo il 38%. Il luogo di residenza influisce trasversalmente anche all'interno delle stesse comunita' nazionali. E cosi' il tasso di bancarizzazione degli immigrati dal Marocco a Milano e' del 79,2%, mentre a Palermo e' del 41,3%. I rumeni bancarizzati a Milano sono il 71,2%, rispetto al 51,1% di Perugina e al 45,3% di Roma.
Il Paese di origine ha comunque un suo peso. Tra i piu' bancarizzati Ecuadoriani (73,1%), Albanesi (67,4%), Egiziani (62,8%), Senegalesi (59,3%), Ghanesi (57,7%) e Marocchini (55,7%). Gli uomini titolari di conto corrente sono il 60,4%, mentre le donne il 50,4, nonostante a livello di presenza numerica i generi quasi si equivalgano. Quando la presenza femminile e' piu' numerosa il quadro cambia, come nei casi della comunita' ecuadoriana e rumena dove la bancarizzazione femminile e' superiore del 9% e del 4% a quella maschile. Il tempo di permanenza e' l'altro fattore che incide decisamente nel processo di bancarizzazione. Piu' si resta in Italia piu' si entra in relazione con la banca. L'aumento si puo' collegare al miglioramento della posizione lavorativa e alla maggiore stabilita' contrattuale. L'indice di bancarizzazione e' superiore alla media in caso di lavoro dipendente a tempo indeterminato (70,5%), di lavoro autonomo regolare (69,6%) e di contratto a progetto (67,7%). Il lavoro e' un fattore importante nel percorso di inclusione finanziaria.
La necessita' di accreditare lo stipendio da parte del datore di lavoro e' il primo motivo di bancarizzazione (52,3%), seguita dal desiderio di mettere al sicuro il denaro (40,9%) e dall'opportunita' di risparmiare (39%). Cresce il flusso di denaro verso le aree di provenienza. Nel 2006 le rimesse dall'Italia sono state pari a 4,35 miliardi di euro secondo i dati Uic. In media 1.900 euro a migrante. Nel periodo 2004 - 2006 il dato complessivo e' stato pari a 10,9 miliardi di euro. Nel 2006, la Romania e' il primo paese di destinazione delle rimesse dall'Italia con oltre 770 milioni di euro. Seguono la Cina con circa 700 milioni, le Filippine con 500 milioni, il Marocco con circa 290 milioni, il Senegal con 200 milioni. L'ammontare delle rimesse inviate in Albania e' pari a 138 milioni di euro, mentre sono stati inviati in Bangladesh ed Ecuador circa 100 milioni di euro.
Secondo l'indagine ABI - CeSPI il 77,6% invia denaro nel paese d'origine. Oltre all'area di provenienza ha il suo peso la zona di residenza. Guidano la classifica delle comunita' con maggiori volumi d'invio i marocchini e i cinesi di Milano, i filippini di Roma, i senegalesi e gli ecuadoriani di Milano (attorno al 90% di persone che inviano). Circa l'ammontare inviato, in piu' del 51,2% vengono indicate cifre comprese tra i 101 e i 300 euro. La gran parte dei migranti manda denaro almeno una volta ogni 2-3 mesi (il 63,9% del totale), mentre il 38,4 invia almeno una rimessa al mese. Il trasferimento verso i propri paesi di origine e' quindi estremamente frequente e diffuso. Il volume del danaro inviato non diminuisce in maniera significativa con il prolungarsi della permanenza. L'80% degli immigrati con un'anzianita' migratoria di oltre dieci anni continua ad inviare rimesse. Servizi bancari. Oltre l'80% dei migranti bancarizzati intervistati usa il conto corrente, il 65% il bancomat e circa il 40% i servizi di accreditamento dello stipendio e addebito sul conto delle utenze. I prodotti collegati al credito (mutui e prestiti personali) sono utilizzati dal 23% dei migranti bancarizzati e circa il 20% fa uso degli assegni bancari e del libretto di risparmio. Le donne utilizzano di piu' i libretti di risparmio (23% rispetto al 19% degli uomini), le carte di credito pre-pagate (17% rispetto al 14,8%) e le rimesse (13,7% rispetto all' 11,8%). Le donne generalmente si occupano delle spese ordinarie e del risparmio della famiglia, mentre agli uomini e' affidata la gestione straordinari, per esempio la richiesta dei mutui casa. Il migrante che chiede credito in prevalenza sottoscrive un mutuo (il 90% di chi ha chiesto un mutuo e' andato in banca) oppure chiede un prestito personale (il 41% dei prestiti personali e' stato attivato in banca. L'acquisto della casa in Italia e dell'auto o della moto sono le ragioni principali per chiedere un finanziamento.
Fonte: Vita.

Lazio: arriva difensore romeno Radu


In prestito fino all'estate 'per 1,19 milioni euro piu' Iva'
28 gennaio 2008
BUCAREST, 28 GEN-Nella Lazio parte Stendardo, arriva Stefan Radu. Il trasferimento del difensore romeno e' stato ufficializzato dalla Dinamo Bucarest. Il vicepresidente del club, Vasile Turcu, ha riferito che il giocatore e' stato ceduto in prestito per sei mesi. 'Fino all'estate - ha precisato ad una radio del suo paese - in cambio di 1,19 milioni di euro piu' Iva'. L'accordo prevede un'opzione d'acquisto a favore della Lazio per 5,4 milioni d'euro. Radue, 21 anni, ha 5 presenze in nazionale.
Fonte: Rai Sport.

Cum se pot comanda medicamentele care nu se gasesc in Romania


de Oana Munteanu
Aparut in editia din 29 Ianuarie 2008

Pacientii pot „importa” medicamente in nume propriu, cu autorizatie de la Ministerul Sanatatii.

Romanii care au nevoie de medicamente ce nu se mai gasesc pe piata farmaceutica autohtona le pot procura din tarile unde se comercializeaza cu o autorizatie de la Ministerul Sanatatii Publice (MSP). „Pentru medicamentele care nu sint inregistrate in Romania, destinate pacientilor aflati sub responsabilitatea directa a unui medic, legislatia in vigoare prevede posibilitatea acordarii unei autorizatii temporare pentru medicamente pentru nevoi speciale“, sustin reprezentantii MSP.

Pentru a putea obtine autorizatia, medicamentul dorit trebuie sa fie prescris de un medic, daca este vorba despre medicamente ce au nevoie de prescriptie medicala. Pentru solicitarea autorizatiei se intocmeste un dosar medical care trebuie sa cuprinda formularul standard de solicitare, justificarea medicala privind necesitatea medicamentului in cauza si rezumatul caracteristicilor produsului solicitat. „Medicul este cel care intocmeste acest dosar si cere autorizatia. Dupa ce primeste aceasta autorizatie, el face comanda fie la un reprezentant al producatorului respectivului medicament, daca exista unul in Romania, fie la alti distribuitori sau chiar direct la producator. Medicul care prescrie un medicament care nu se gaseste pe piata din Romania este obligat sa stie de unde il poate comanda“, au adaugat reprezentantii ministerului.

Mai departe, medicii trimit comenzile catre importatori. Ministerul Sanatatii a eliberat anul trecut 55 de astfel de autorizatii. Cele mai multe solicitari inregistrate au fost pentru Imunoglobulina, un medicament pentru cancer, si Talomida, care se administreaza nou-nascutilor din mame ce au avut hepatita B.

O alta varianta pentru procurarea medicamentelor care se comercializeaza doar in alte tari este cumpararea lor chiar din tara respectiva. „Daca are posibilitatea, pacientul se poate prezenta cu reteta de la medic la farmaciile din alte tari si isi poate cumpara medicamentul de acolo. Daca nu este vorba de cantitati mari, el poate intra in tara fara sa intimpine probleme la vama“, explica Aurora Toma, secretarul Patronatului Farmacistilor din Romania.

Totodata, specialistii atrag atentia pacientilor, in cazul in care doresc sa se deplaseze in alta tara sa isi cumpere un medicament, sa specifice medicului curant locul de unde isi vor achizitiona produsul. „Exista tari in care o reteta romaneasca simpla nu are nici o valoare. Medicul care prescrie medicamentul trebuie sa intocmeasca o reteta unde sa specifice mai multe detalii decit daca ar prescrie o reteta pentru farmaciile romanesti“, a mai spus Aurora Toma.

In Romania nu exista prevederi legale referitoare la achizitionarea de medicamente online, potrivit Agentiei Nationale a Medicamentului. Insa, dupa cum sustin reprezentantii Patronatului Farmacistilor din Romania, nu exista o farmacie online care sa se ocupe cu distribuirea medicamentelor din alte tari. „Nu avem o astfel de farmacie. Sint medicamente pentru care ai nevoie de reteta, de autorizatie, nu se pot pur si simplu comanda“, sustine Aurora Toma. Ea a adaugat ca, de obicei, pentru medicamentele care nu se mai comercializeaza in Romania exista un produs similar care se gaseste pe piata farmaceutica autohtona. „De cele mai multe ori exista alternative pentru medicamentele care nu se gasesc. Si tot de cele mai multe ori ele sint la fel de eficiente“, completeaza Aurora Toma.
Sursa: Cotidianul.

lunedì 28 gennaio 2008

Românii - premiaţi de public în Italia

FILM
28 IANUARIE 2008

Filmul „Între ziduri“ de Ana-Felicia Scutelnicu a primit Premiul publicului pentru Cel mai bun scurtmetraj la Festivalul de Film de la Trieste. Premiul publicului pentru Cel mai bun documentar a fost acordat unei coproducţii Germania - România, „Das Geheimnis von Deva/ Secretul Devei“ de Anca Miruna Lăzărescu.
În secţiunea Documentar a concursului a rulat şi filmul „Război pe calea undelor“ de Alexandru Solomon, iar la secţiunea dedicată scurtmetrajelor a fost inclus şi „Valuri“ de Adrian Sitaru. „California Dreamin’ (Nesfârşit)“ de Cristian Nemescu a fost prezentat la Festivalul de Film de la Trieste, în afara competiţiei, în programul de evenimente speciale.
Tot în afara competiţiei a rulat şi documentarul Adinei Pintilie, „Nu te supăra, dar...“.
Sursa: Gandul.

Più famiglie con almeno un componente straniero


La Caritas italiana fotografa i nuclei familiari degli immigrati. In aumento le coppie miste
Roma – 23 gennaio 2008 - Con l’aumento del numero di immigrati in Italia, è naturale anche la crescita delle famiglie composte da soli stranieri. Ma cresce anche il numero dei matrimoni misti che rappresentano il 12,5% di tutte le celebrazioni nel 2005 (oltre 200 mila) contro il 3,2% nel 1992. Lo ha evidenziato la Caritas Italiana che, elaborando dati di varie fonti ha voluto fotografare le famiglie dei migranti. Gli uomini italiani preferiscono sposare filippine e rumene. Le donne del Belpaese invece scelgono più spesso di andare all’altare con senegalesi e tunisini. Caratteristica delle coppie miste é, spesso, la differenza di età. La sposa straniera di un italiano è più giovane di almeno una decina d’anni in almeno metà dei casi, ma è un dato altrettanto significativo quello che vede più istruiti gli immigrati (donne e uomini) uniti a un italiano. E’ in crescita anche la presenza di donne. Nel 2006 sono il 49,9% degli stranieri contro il 42% di quindici anni prima. La maggior parte vive al Sud (in Campania il 61,7% e in Calabria il 56,8%). E’più bassa invece la presenza nel Nord, 48,4%. L'Ucraina è il paese di maggiore provenienza, 83,6%. Ma è ampia la presenza anche di donne filippine (62,1%), capoverdiane (76,9%), etiopi (64,5%). Fra le immigrate é più alto, rispetto che tra le italiane, il tasso di occupazione, 58,4% contro il 51%. Proprio questa forte presenza femminile tra gli immigrati è probabilmente la causa del fatto che in percentuale i minori stranieri sono più degli italiani. Gli under 18 di cittadinanza estera rappresentano il 22,6% dei migranti residenti registrati alle anagrafi, circa 6 punti percentuali in più rispetto al dato dei soli italiani. Il 44,9% ha meno di 6 anni, mentre tra gli autoctoni tale percentuale è quasi dimezzata. I nati da entrambi i genitori stranieri (56.765 nel 2006) assicurano alti livelli di natalità (intorno al 21 per mille) e sono un rimedio contro l'invecchiamento di questa popolazione. Inoltre, esercitano un "effetto rilevante e crescente" anche sulla natalità del paese; infatti, i nuovi nati da stranieri costituiscono ormai circa il 10% del totale delle nuove nascite, valore che arriva al 17% in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna mentre scende all'1-2% in quasi tutte le regioni del Sud. (A.I)
Fonte: Stranieri in Italia.

sabato 26 gennaio 2008

«Il salario spetta anche al clandestino»

Innovativa pronuncia del giudice del lavoro padovano Gaetano Campo
«Il salario spetta anche al clandestino»
Accolto il ricorso di un lavoratore irregolare assunto ma senza diritti

Aveva lavorato più di nove mesi accudendo il bestiame di un’impresa agricola che opera nelle campagne di Montegrotto. Aveva lavorato come mandriano 7 giorni su 7, dalle 5 alle 20, salvo un’ora di paura per il pranzo. Nessun salario fisso. Solo alcuni anticipi di danaro contante in cambio di uno stipendio promesso di 2,50 al massimo 3,50 euro l’ora. Malattie retribuite? Ferie? Permessi? Pagamenti per lavoro straordinario? Manco a parlarne. Anzi, quanto è finito quello «sfruttamento», non è stato versato nemmeno il Tfr, la liquidazione che spetta a ciascun lavoratore. Non ha accettato di subire in silenzio quel lavoratore rumeno, all’epoca extracomunitario e senza permesso di soggiorno, un «senza diritti» per definizione oggi pienamente entrato nella Comunità Europea con l’ingresso della Romania nell’Unione. Così nel febbraio 2005, nonostante la consapevolezza di essere un «invisibile», ha presentato un ricorso al tribunale di Padova reclamando i diritti riconosciuti a qualunque lavoratore regolare: stipendi arretrati, straordinari, Tfr, indennità per ferie e permessi non goduti, il tutto per un totale di 14.667,82 euro. E ha vinto, a più di due anni di distanza dall’avvio della vertenza. Il giudice del lavoro Gaetano Campo ha accolto il ricorso del lavoratore (assistito dall’avvocato Paolo Mangione), condannando la datrice di lavoro Angela Berto (difesa dai legali Stefano Fratucello e Alessandra Parravicini) al pagamento dei 14.667,82 euro reclamati, aumentati della rivalutazione Istat e degli interessi, oltre alle spese processuali.Semplice quanto lineare il concetto attorno al quale ruota l’innovativa sentenza del giudice Campo, tra i primi magistrati negli anni ’90 a riconoscere i benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto in relazione alla durata e all’intensità dell’esposizione. «Il rapporto di lavoro del lavoratore “clandestino” non comporta la soppressione dei diritti patrimoniali maturati in conseguenza dello svolgimento della prestazione lavorativa», scrive il magistrato padovano. Bocciata la tesi sostenuta dalla difesa di Angela Berto, secondo la quale nullo era il contratto di lavoro perché il rumeno era irregolare e, pertanto, senza diritti. Senza diritti come una prostituta straniera priva di permesso di soggiorno che non può reclamare soldi dal cliente. Niente da fare. È la datrice dalla parte del torto, per aver violato l’articolo 22 del Testo unico sull’immigrazione. «Articolo - si legge nella sentenza - che sanziona la condotta del datore di lavoro che impieghi un lavoratore straniero non in regola con le norme in materia di soggiorno. Tuttavia la violazione di questa norma non comporta l’illiceità del contratto di lavoro stipulato dal lavoratore privo di permesso di soggiorno - chiarisce il giudice Campo - dal momento che quest’ultimo costituisce un requisito di efficacia e non di validità del contratto... Tanto è vero che, nelle ipotesi in cui il lavoratore non in regola con le norme sul soggiorno perda il permesso, non si determina l’automatica estinzione del rapporto...». C’è un’importante norma che si applica al rapporto di lavoro dell’immigrato privo di permesso. «È la norma di cui all’articolo 2126 del codice civile che riconosce in ogni caso al lavoratore il diritto alla prestazione retributiva e ad ogni altra prestazione prevista dal contratto e connessa con l’instaurazione del rapporto di lavoro - sottolinea ancora il giudice - tutelando in questo modo i diritti derivati dall’effettiva esecuzione della prestazione lavorativa». Una previsione peraltro contenuta in una norma della Convenzione Oil del 1975 (Organizzazione internazionale del lavoro) che riconosce al lavoratore migrante il diritto alla parità di trattamento con i lavoratori nazionali sotto il profilo retributivo, anche quando la legislazione in materia di ingresso non sia stata rispettata. Il giudice specifica: «L’articolo 2 del Testo unico sull’immigrazione riconosce a tutti gli stranieri, indipendentemente dalla titolarità del permesso di soggiorno, i diritti fondamentali previsti dalla legislazione nazionale tra i quali va senz’altro compreso quello alla retribuzione indicato dall’articolo 36 della Costituzione». Ecco perché al rumeno che ha presentato il ricorso «vanno riconosciuti tutti i diritti patrimoniali connessi all’avvenuta prestazione lavorativa».
(24 gennaio 2008)
Fonte: L'espresso.

venerdì 25 gennaio 2008

Promozione del multilinguismo nell'Unione europea


La Commissione europea rende più accessibile la traduzione computerizzata
La Commissione europea ha compiuto un altro passo avanti nella sua politica di promozione del multilinguismo come parte essenziale di un’Europa caratterizzata dall’unità nella diversità. La sua raccolta di circa 1 milione di frasi, associate ad una traduzione di qualità in 22 delle 23 lingue ufficiali dell’Ue (incluse quelle dei nuovi Stati membri), è la più grande mai realizzata in un numero così elevato di lingue ed è ora disponibile gratuitamente. Questo tipo di dati è estremamente ricercato da quanti si dedicano all’elaborazione di sistemi di traduzione automatica in cui il programma di traduzione “impara” a tradurre correttamente e nel loro contesto parole e frasi a partire da testi tradotti da professionisti. I dati possono inoltre contribuire allo sviluppo di altri strumenti linguistici informatizzati come i controllori grammaticali e ortografici, i dizionari on line e i sistemi di classificazione di testi multilingui.
Leonard Orban, commissario responsabile per il multilinguismo, ha dichiarato: “Con questa iniziativa la Commissione europea intende dare impulso alle tecnologie del linguaggio, sostenere il multilinguismo e rendere la traduzione assistita da computer più semplice, economica e accessibile. I cittadini appartenenti a comunità linguistiche di ridotte dimensioni potranno accedere con maggiore facilità a documenti e pagine web disponibili unicamente nelle lingue più utilizzate.”
Janez Potočnik, commissario europeo per la scienza e la ricerca, ha dichiarato: “Questa eccezionale raccolta di dati linguistici contribuisce alla creazione di una nuova generazione di programmi informatici per il trattamento del linguaggio umano e contribuisce ad incentivare la competitività dell’industria linguistica, che già risulta tra quelle in più rapida crescita nell’Unione europea.”
Le istituzioni dell’Ue possiedono più testi multilingui di ogni altra istituzione a causa della necessità di rendere disponibile la normativa comunitaria in ciascuna delle 23 lingue ufficiali. I loro servizi di traduzione lavorano con 253 coppie di combinazioni linguistiche possibili e producono all’incirca 1,5 milioni di pagine tradotte all’anno.
Benché su Internet sia possibile reperire numerose traduzioni di testi inglesi o francesi, tali risorse sono assai limitate per lingue come il lettone o il rumeno e praticamente inesistenti per alcune combinazioni di lingue.
La Commissione, grazie ad una stretta collaborazione fra i suoi traduttori e i suoi esperti scientifici interni, sta dunque rendendo pubbliche vaste raccolte di frasi provenienti da testi giuridici che coprono ambiti tecnici, politici e sociali e sono disponibili in 22 lingue. In questo fondo di traduzione è possibile reperire frasi con il loro equivalente in tutte le lingue ufficiali. Solo le traduzioni in gaelico non sono ancora disponibili. La pubblicazione di questi dati linguistici costituisce un buon esempio della politica trasparente della Commissione in materia di riutilizzo delle proprie informazioni e fa seguito all’apertura al pubblico di Eur-Lex e di IATE (le banche dati documentarie e terminologiche dell’Ue).
La Commissione possiede una vasta esperienza nello sviluppo di strumenti di trattamento di testi multilingui ed è all’avanguardia nel settore del multilinguismo, offrendo siti web di ricerca di notizie accessibili al pubblico i quali arrivano a coprire fino a 35 lingue tramite lo strumento European Media Monitoring. Il capitolo “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo sostiene la ricerca nel campo della traduzione automatica e di altre tecnologie legate al linguaggio.
18 gennaio 2008
Fonte: Commissione europea - Rappresentanza in Italia

Pmi italiane nel mercato romeno


XV, 23 gennaio 2008
Astaldi ma non solo, anche Ansaldo e Eni
Dietro l'affare dell'Astaldi i cambiamenti economici della Romania
Andrea Mattiello (ICE): "Il paese molto meno attrattivo per le Pmi italiane che o vanno in mercati piu' lontani come India e Cina oppure in paesi limitrofi dove il livello economico e' inferiore, come Moldavia o Ucraina". Diminuisce il lavoro "per conto terzi"

La multinazionale italiana Astaldi SpA, presente sul mercato romeno da oltre 20 anni, si è aggiudicata la gara d'appalto per la ristrutturazione dell'Aeroporto Internazionale "Henri Coanda" di Otopeni. Un periodo d’oro per il gruppo italiano con sede a Roma che la scorsa settimana si era aggiudicato un appalto altrettanto straordinario per la costruzione di una linea metropolitana di Istanbul. Il contratto aggiudicatosi oggi in Romania ha un valore di 76 milioni di euro per realizzare la terza tappa del progetto di sviluppo ed ammodernamento dell'Aeroporto. “La maggiore ricchezza del paese vissuta negli ultimi anni – ha detto Andrea Mattiello, vice direttore dell’ufficio ICE in Romania, interpellato da News ITALIA PRESS - ha comportato l’avvio di grandi lavori, cosa che sta permettendo alle grandi compagnie, italiane e straniere, di fare investimenti proficui nella regione, ne è un esempio proprio quello dell'Astaldi. Ma ve ne sono altri come la partecipazione di Ansaldo alla gara per la realizzazione di due reattori nucleari. Il settore delle infrastrutture, quello edilizio, delle comunicazioni ed energetico, nel quale per esempio l'Enel è il maggior fornitore di energia della regione, sono le nuove mete dell'industria italiana”. L'Astaldi effettuerà i lavori per l'estensione del terminal arrivo dei passeggeri, rinnoverà il salone ufficiale, riorganizzerà il flusso passeggeri e costruirà un nuovo parcheggio auto. Astaldi ha già realizzato le prime due fasi dello stesso progetto aggiudicandosi contratti per un valore totale di 214 milioni di euro. In Romania, Astaldi è molto attiva e si è aggiudicata altri grandi progetti, tra cui i lavori di riabilitazione dell'aeroporto di Cluj-Napoca, alcuni tratti dell'autostrada Bucarest-Costanza e la costruzione dello Stadio Nazionale di Bucarest, assieme alla società Max Boegl, per un valore di 120 milioni di euro, pari al 40% della commessa. I principali competitor della compagnia sul mercato locale sono: FCC (Spagna), Strabag (Austria), Lena (Portogallo) e Bouygues (Francia).
Il Premier romeno Tariceanu, in occasione dei dibattiti preliminari per la predisposizione della bozza di bilancio 2008, aveva illustrato a fine anno le previsioni economiche per la Romania per l'anno 2008: raggiungimento di un Prodotto Interno Lordo pari ad un valore di oltre 125 miliardi di euro con una crescita del 6,5% rispetto al 2007; riduzione del tasso di inflazione al 3,8%; deficit di bilancio entro il 3% del PNL, come stabilito nei criteri fissati dall'accordo di Maastricht. I principali obiettivi da tenere in considerazione, aveva dichiarato il Premier romeno, sono la rapida riduzione del gap ancora esistente rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea ed il miglioramento degli standard di vita dei cittadini romeni. Per il raggiungimento di tali obiettivi il Governo ha predisposto una politica liberista, basata sull'abbattimento delle tasse e dei contributi sociali sia per gli imprenditori sia per i lavoratori, per accrescere i profitti delle imprese, stimolare i consumi e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. Una politica che necessita naturalmente del Know How più avanzato, molto spesso di quello italiano. Lo sviluppo economico è quindi legato a una spinta politica di carattere liberista che ben accoglie gli investimenti esteri diretti. L’Italia è al quinto posto per stock di capitale investito, ma al primo posto per numero di imprese (quasi 14.000)7. Questo dato esprime la principale caratteristica degli investimenti italiani: la loro presenza con tantissime piccole e medie imprese più che con grandi gruppi. “Siamo il 1° paese come numero di investimenti, ma il quinto come capitale investito (i primi 4 sono Olanda, Austria, Francia e Germania) – conferma Mattiello- perchè prevalentemente sono le PMI ad andare in Romania”. Gli investimenti esteri diretti italiani sono infatti effettuati in maggioranza dalle Pmi, provenienti soprattutto da distretti industriali o da aree a forte specializzazione, prevalentemente del nord-est che dispongono però di limitate capacità finanziarie. Questo spiega anche la forma in cui gli Ide si presentano: Pmi totalmente o parzialmente controllate da capitale italiano, in alcuni casi organizzate a loro volta in proto-distretti. Nessuna impresa italiana è tra le principali investitrici del paese. Mattiello però vede segnali di cambiamento: “ In realtà le cose ora stanno cambiando. Negli anni 90 erano le aziende ad alta intensità di lavoro, specie venete che, grazie a vicinanza geografica, affinità culturale, linguistica (qui molti parlano italiano) e per il minor costo del lavoro andavano in Romania. In particolare erano industrie venete, del settore tessile, o meccanico (si assemblavano parti in Romania e le si rispedivano in Italia)... Negli ultimi anni, specie dal 2000 in poi vantaggio competitivo del paese è diminuito, ancora di più con l'ingresso in Europa. La crescita economica e di conseguenza dei salari (anche se un salario medio si aggira ancora sui 3-400 euro), la possibilità di circolare liberamente in Europa e quindi andare in paesi dove gli stipendi sono maggiori, con la conseguente penuria di manodopera specializzata, hanno reso il paese molto meno attrattivo per le Pmi italiane che o vanno in mercati più lontani come India e Cina oppure in paesi limitrofi dove il livello economico è inferiore, come Moldavia o Ucraina”
Non è però ancora giunto il momento di abbandonare Timisoara, che ancora viene chiamata la “ottava provincia veneta” o le altre zone storiche di attrazione di investimenti italiani.L'anno 2007, per esempio, è stato molto prolifico per l'area industriale di Botosani, con oltre 150.000 euro ricavati dagli investimenti esteri diretti, di cui oltre la metà di origine italiana. Secondo i dati forniti dal Registro del Commercio, sono state registrate più di 26 società italiane specializzate nel settore edile, agricoltura o commercio, a differenza degli anni 2000-2004 in cui la maggior parte degli investimenti riguardavano il settore delle confezioni. L'Italia si posiziona quindi al primo posto tra i Paesi investitori nella regione, a notevole distanza dalla Repubblica Moldova e dalla Francia, che hanno costituito rispettivamente 4 e 3 aziende. I dati del Registro del Commercio non costituiscono una sorpresa. Negli ultimi dieci anni quasi tutte le imprese italiane hanno basato le loro attività su contratti “per conto terzi”, ovvero importare dall’Italia semilavorati e, dopo la lavorazione in loco, esportare verso l’Italia i prodotti finiti. Tale sistema di lavorazione si sostanzia attraverso il cosiddetto traffico di perfezionamento passivo (Tpp) nel quale l’impresa committente (italiana) “acquista” dal partner romeno (spesso un’impresa a totale oparziale proprietà italiana) la manodopera per la lavorazione di semilavorati e/o materieprime da essa stessa forniti. Il terzista lavora seguendo determinati standard produttivi (qualità, tecnologia da adottare ecc.) fissati dal committente. I settori nei quali operava la maggior parte delle imprese italiane in Romania erano quelli caratterizzati da una forte incidenza di costi per manodopera non qualificata (tessile, abbigliamento, cuoio, calzature, ma anche lavorazione del legno e elettronica di consumo) e proprio in questi settori gli imprenditori italiani potevano godere dei bassi costi. A Botosani l'ambiente d'affari italiano si è adeguato alle nuove condizioni economiche generate da un certo declino di questo lavoro in conto terzi, dalla concorrenza cinese nel settore confezioni, dal recente apprezzamento del Leu in rapporto all'Euro; ci si è rivolti pertanto a nuove forme di investimento in settori quali l'edilizia, l'agricoltura, il commercio e la ristorazione. Si tratta di un fenomeno più generale che riguarda l'intera Romania ad un anno dall'adesione all'Unione Europea e che l'Astaldi sembra aver saputo cogliere.
News ITALIA PRESS

În morgile din Italia sunt abandonate cadavrele a zeci de români


Joi 24 ianuarie 2008
Situaţia este tragică în morgile din Italia. Zeci de cadavre ale românilor care au muncit în Italia sunt abandonate de luni de zile în frigidere, fără să se ştie cine este responsabil de repatriere sau înmormântare. Rudele îşi plâng morţii de la depărtare şi ridică din umeri neputincioase, pentru că nu au banii necesari să îşi aducă morţii acasă. Victime ale accidentelor de muncă, ale agresiunilor, sau morţi din cauze naturale, românii decedaţi sunt uitaţi şi câte un an în frigiderele spitalelor din Italia.
La cea mai mare morgă din Italia, cea din Roma, se află de mai de bine de două săptămâni cadavrele a două tinere. Este vorba de cele două femei care au fost ucise de către un român, într-un hotel de lângă Gara Termini. Familiile acestora au anunţat deja că nu au bani să îşi ducă morţii acasă.Presa a scris recent şi despre alti doi români care zac la morga din Napoli: Mihai Oriţa şi Ana Lupşan. Femeia a murit în urma unui atac cerebral, în septembrie anul trecut. Familia fetei nu are bani să o aducă în ţară. De luni de zile face demersuri pentru a-şi putea îngropa fiica în ţară. Cadavrul lui Mihai Oriţa stă la morga aceluiaşi spital din aprilie.
Autorităţile italiene au găsit deja soluţii pentru morţii care nu ajung să fie îngropaţi în Romania. Aceştia sunt îngropaţi pe banii primăriei din Roma pe o alee a cimitirului central.
În Italia sunt multe situaţii asemănătoare, cu români a căror identitate e cunoscută, dar ale căror familii sunt atât de sărace încât nu pot să plătească repatrierea cadavrelor. Costurile sunt mult prea mari. Formalităţile ajung chiar şi la 5.000 de euro. De cele mai multe ori însă patronii de pompe funebre fac reduceri speciale pentru români, însă nu scad preţul unui sicriu special sub 2.500 de euro. La cheltuieli se adaugă certificatul internaţional de deces şi transportul sicriului până în România."Sunt familii sărace care nu au bani şi se află în spital de mai bine de o lună de zile", spune avocatul Giancarlo Germani. Avocatul, care se ocupă de multe cazuri în care sunt implicaţi românii, spune că autorităţile romane că nu gestionează cum trebuie situaţia corpurilor care zac în morga spitalelor. "Românii sunt cetăţeni europeni e şi o problemă de demnitate, părerea mea, atât pentru români şi pentru guvernul român, cât şi pentru statul român", consideră acesta.
Asociaţiile de români din peninsulă sunt cele care încearcă să ajute de fiecare dată. Se mobilizează şi se strâng bani prin intermediul bisericii, pentru ca morţii să fie aduşi acasă.
Sursa: Realitatea TV

martedì 22 gennaio 2008

Carnevale 2008: Forbici, colla e bimbi in maschera


CARNEVALE 2008: FORBICI, COLLA E .BIMBI IN MASCHERA
COME GLI EROI DEI CARTONI

Sabato 26 e domenica 27 gennaio prossimi tutti i bimbi sono invitati a dare spazio alla creatività. Sono ormai 14 anni che l'assessorato alle Politiche sociali e giovanili del Comune di Viterbo e il Centro Ricreativo Permanente Comunale "MondoPinocchio!!!", organizzano, nella Sala Almadiani di piazza dei Caduti, la festa "Forbici, colla e.mascheriamoci insieme a Carnevale", per consentire ai bambini di trascorrere due pomeriggi ricchi di divertimento, musica, balli e attività manuali. "E' un'iniziativa voluta fortemente dall'amministrazione comunale e cresciuta moltissimo nel tempo, - sottolinea il sindaco Gabbianelli - che rappresenta per i ragazzini un sano momento di aggregazione all'insegna del divertimento, ma anche della solidarietà. I giovani creativi, che partecipano agli appuntamenti sempre più numerosi, danno libero sfogo alla fantasia, aiutati dalla professionalità di animatori altamente specializzati. I ragazzi ricevono gratuitamente caramelle e vari cotillon, ma vengono educati anche alla solidarietà, perché sono invitati a donare anche un solo centesimo per dare il proprio contributo a favore dei bambini meno fortunati dei Paesi poveri del mondo". Sono ormai quattro anni, infatti, che la ludoteca Mondopinocchio ha adottato un bimbo a distanza del Burkina Faso, le cui foto saranno esposte all'interno della sala Almadiani e al quale saranno destinati i contributi donati dai bimbi viterbesi. In questo spazio riservato unicamente a loro, è previsto per sabato 26 gennaio, dalle ore 15, un intrattenimento non solo ludico, ma anche creativo, assicurato dai bravi animatori della cooperativa l'Arcobaleno. Come ogni anno, infatti, seguendo il tema conduttore della festa, i bambini iniziano a costruire maschere, cappellini, semplici costumi realizzandoli con materiali di facile reperibilità (carta, cartoncino, stoffa eccetera). Domenica 27 gennaio, sempre dalle 15, il pomeriggio verrà dedicato a giochi e balli con tutte le maschere. Ogni edizione prevede un tema su cui realizzare le mascherine: quello quest'anno è "Un mondo di avventure", ispirato ai cartoni animati della Walt Disney Pixar.
Fonte: Politiche sociali Città di Viterbo.

2008: “Anno europeo del dialogo interculturale”



Con la decisione 1983/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, l'Unione europea ha dichiarato il 2008 "Anno del dialogo interculturale". L’ iniziativa si ispira ai principi fondamentali dell'Unione europea enunciati dal Trattato istitutivo della Comunità europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, che pongono segnatamente l'accento sul rispetto e sulla promozione della diversità culturale.
L'Anno europeo del dialogo interculturale si è aperto ufficialmente martedì 8 gennaio, a Lubiana, città ospite nel semestre sloveno di presidenza dell’Unione europea. In Italia, invece, l’apertura è prevista per il 12 febbraio con un convegno a Roma.
L'Anno europeo del dialogo interculturale è l'espressione attiva dell'impatto della nuova Agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione, nel cui ambito la promozione del dialogo fra le diversità culturali rappresenta uno degli obiettivi principali.
Gli altri obiettivi sono:
promuovere il dialogo interculturale come processo attraverso il quale quanti vivono possano migliorare la propria capacità di adattarsi ad un ambiente più aperto ma anche più complesso dove coesistono identità culturali e credenze diverse;
sensibilizzare quanti vivono nella Comunità europea all'importanza di sviluppare una cittadinanza europea aperta sul mondo, rispettosa delle diversità culturali, fondata sui valori comuni definiti nell'articolo 6 del Trattato e nella Carta dei diritti fondamentali.
Gli obiettivi generali riguarderanno la promozione del dialogo mediante progetti specifici per aiutare i cittadini europei a convivere armoniosamente, superando le differenze inerenti alle diverse culture, religioni e lingue.
Per conseguire gli obiettivi dell'Anno europeo saranno realizzate manifestazioni e iniziative miranti a promuovere il dialogo interculturale per porre in rilievo le realizzazioni e le esperienze sul tema. Sono previste, oltre a campagne d’informazione e di sensibilizzazione, iniziative a livello nazionale e regionale, con specifico riferimento all'educazione civica ed alla percezione dell'altro nella sua differenza.
Nel corso dell’anno si accompagneranno alle iniziative nazionali sei dibattiti che si svolgeranno a Bruxelles, ciascuno dedicato ad aspetti specifici, quali: media; arti e patrimonio; luogo di lavoro; dialogo interreligioso; istruzione; gioventù, migrazione e integrazione.
L’Anno europeo del dialogo interculturale (iniziativa congiunta dell’Unione europea, degli Stati membri e della società civile), beneficerà di un finanziamento di 10 milioni di euro, a sostegno della campagna di informazione, di indagini e studi sul dialogo interculturale. Saranno inoltre cofinanziati sette progetti europei di eccellenza e 27 programmi nazionali, uno per ciascuno Stato membro, sul dialogo interculturale in diversi settori (cultura urbana, arti popolari ecc.).
Uno spazio virtuale comune è poi il sito web www.dialogue2008.eu, che contiene anche una sezione ‘partner’ destinata a stimolare la creazione di reti e lo scambio di buone prassi a livello europeo.
In Italia le iniziative saranno coordinate dal Ministero per i Beni e le attività culturali, con un’agenda fitta di appuntamenti sotto un titolo emblematico: “Mosaico: melting colours of Europe”, che prevede una serie di manifestazioni interculturali in varie città italiane e in diversi settori, dai beni artistici alla letteratura, dalle performance teatrali al cinema.
Sono anche previste premiazioni letterarie e interculturali, come il ‘Premio nazionale delle città interculturali’, oltre a conferenze sul ruolo dell’Europa nella diffusione dei valori della tolleranza e del rispetto reciproco, nonché sul patrimonio culturale inteso come strumento di dialogo.

Nuove agenzie per le pratiche auto: bando in scadenza

Viterbo, 22/01/2008

Le domande potranno essere presentate entro il 10 febbraio

Agenzie per le pratiche auto: scadrà il 10 febbraio il bando pubblico emesso dall’assessorato ai Trasporti. Pubblicato sul sito della Provincia – www.provincia.vt.it – sotto il link albo pretorio, prevede l'assegnazione di 30 nuove autorizzazioni per attività di consulenza in materia di circolazione dei mezzi di trasporto nel Viterbese.

Il bando fa seguito alla deliberazione del consiglio provinciale in base alla quale il territorio provinciale è suddiviso in 15 aree di aggregazione dei Comuni, che sostituiscono le cinque precedenti. “Così potremo coprire in maniera più capillare l’intero territorio – afferma l’assessore Renzo Trappolini – e ridurre lo svantaggio dei centri di minori dimensioni, che finora hanno subìto disagi per la concentrazione delle agenzie”.

Per l'ammissione al bando dovrà essere indirizzata alla Provincia – Settore Trasporti, ufficio consulenza automobilistica, via Saffi n. 49, 01100 Viterbo - domanda in carta bollata, con firma apposta in calce, fatta pervenire tramite il Protocollo generale.

Le domande devono essere presentate o spedite - a mezzo di raccomandata, specificando sul retro la dizione “Contiene domanda di ammissione al bando pubblico per l’assegnazione di n. 30 autorizzazioni per l’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto – entro e non oltre le 12 del 10 febbraio
2008.
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Viterbo.

domenica 20 gennaio 2008

Sondaj ASG: În Italia, salarii de şapte ori mai mari decât în ţară, dar foarte rar peste 2.000 de euro


Duminică 20 ianuarie 2008

Românii care lucrează în Italia au un salariu de şapte ori mai mare decât cel pe care-l primeau în ţară. Din banii câştigaţi, aproximativ jumătate sunt trimişi acasă, la rude. Acestea sunt rezultatele unui sondaj de opinie realizat de Agenţia pentru Strategii Guvernamentale (ASG).Din sondaj reiese clar că lipsa banilor a fost principalul motiv pentru care românii au plecat din ţară. Dacă în România erau remuneraţi, în medie, cu un salariu lunar de 140 de euro, patronii italieni i-au plătit, în medie, cu 1.030 euro. Puţini sunt aceia care au un venit mai mare de 2.000 de euro. Faţă de salariul din ţară, creşterea este, însă, semnificativă. Sondajul mai arată că aproape o treime dintre românii care lucrează în peninsulă nu trimit deloc bani acasă. 16 la sută dintre aceştia virează bani în conturile rudelor din România de două - trei ori pe an. 15 la sută dintre cei intervievaţi au spus că transferă o parte din venituri în ţară lunar sau chiar mai des. Suma medie trimisă este de 570 de euro. Cu banii strânşi, cei mai mulţi români din Italia vor să-şi cumpere un teren acasă, să-şi construiască o casă şi să-şi deschidă o afacere. Unul din trei români care lucrează acolo a declarat că, în următorii doi ani, vrea să se întoarcă definitiv acasă. În 2007, românii de peste hotare au trimis în ţară peste 7 miliarde de euro. Cei mai mulţi bani provin din Italia şi Spania.
Sursa: Realitatea TV

Marghera, dimesso il terzo operaio rumeno intossicato


MARGHERA/ DIMESSO IL TERZO OPERAIO RUMENO INTOSSICATO
Lutto cittadino per Ferrara, colletta per fratello invalido Zanon

Venezia, 18 gen. (Apcom) - E' stato dimesso nel pomeriggio il terzo operaio rumeno, unico sopravvissuto, all'incidente sul lavoro presso il Centro Intermodale Adriatico di Porto Marghera. L'uomo era stato ricoverato in seguito a intossicazione da anidride carbonica. Destino avverso e fatale, invece, per Paolo Ferrara, 47 anni di Brugine (Padova) e Denis Zanon, 41 anni di Mestre (Venezia) morti la notte scorsa asfissiati dalle esalazioni di anidride carbonica mentre cercavano di ripulire da un carico di farina di soia la stiva di una nave battente bandiera panamense, la 'World Trader' attraccata allo scalo merci del Contro Intermodale Adriatico di Porto Marghera.
Secondo fonti sindacali sarebbe bastato un rilevatore di gas per salvare la vita ai due uomini. Nelle ricostruzioni fatte dai colleghi, che dovranno essere attentamente vagliate dalla magistratura che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e ha posto sotto sequestro la nave, la bombola d'ossigeno in dotazione per le emergenze era scarica e inutilizzabile. Questo ha impedito ogni tentativo di rianimazione dei due portuali. Il carico e scarico di farina di soia è un'operazione apparentemente di routine che avrebbe dovuto avere un accorgimento: prima di procedere è necessario arieggiare la stiva per almeno 24 ore per consentire l'evaporazione delle sostanze gassose che possono trovarsi nel cereale. Accade, infatti, che la soia venga irrorata con antiparassitari e si suppone che il contatto con l'acqua piovana abbia potuto portare all'esalazione di anidride carbonica.
Tornando alla dinamica dell'incidente, da quanto si è appreso, il primo a calarsi nella stiva della nave è stato proprio Paolo Ferrara, operario qualificato con una ventennale esperienza a Porto Marghera. L'uomo sarebbe stato raggiunto dal gas che lo ha soffocato. Per tentare il salvataggio del collega, Denis Zanon si è calato nella stiva incontrando la morte per asfissia. Il terzo operaio rumeno, malgrado l'intossicazione, è riuscito a salvarsi. Inutili i tentati di rianimare Ferrara e Zanon. L'autopsia disposta dalla Procura di Venezia servirà a stabilire le cause della morte dei due operai e le esatte circostanze.
Paolo Ferrara, 47 anni e da 15 dipendente della Icco Logistica di Marghera, era originario di Campagnola di Brugine, paesino della provincia a sud di Padova. Ferrara lascia la moglie, Violetta, bidella alla scuola elementare e tre figli, il più giovane di 25 anni. In paese l'operaio era conosciuto come un uomo attaccato al lavoro e agli affetti, allegro e disponibile. Il sindaco di Brugine, Silvia Salvagnin, sta pensando di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali.
Denis Zanon, 41 anni di Mestre aveva firmato l'ultimo contratto interinale nell'agenzia proprio vicino a casa nel centro di Mestre. Era conosciuto per la sua generosità e il suo altruismo. Per soccorrere il collega Ferrara ha perso la vita. Una vita, la sua, segnata da lutti e sofferenza e dalla grande responsabilità di accudire il fratello invalido. Zanon aveva curato la madre malata fino alla fine. Sgomento e profonda tristezza tra gli amici che hanno deciso di fare una colletta per aiutare il fratello di Denis, rimasto solo.
Fonte: Virgilio Notizie.

Guida alla scuola italiana per famiglie immigrate


Presentata "Una scuola per tante culture", nuova guida all'orientamento scolastico per famiglie straniere, promossa dal Campidoglio (Assessorato Politiche Educative). Uno strumento importante per i genitori immigrati che devono cominciare a muoversi nel nostro sistema e a capire com'è fatto, a poche settimane dall'apertura delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. La guida, tradotta in otto lingue – francese, inglese, spagnolo, rumeno, polacco, arabo, cinese e russo – dà informazioni complete sulla scuola italiana e sui servizi educativi, dall'asilo nido alle superiori. Il volume è stato stampato in 16.000 copie e sarà possibile trovarlo nelle biblioteche, presso associazioni e organizzazioni non governative come Caritas e Sant'Egidio, le associazioni e comunità straniere, la Consulta delle Rappresentanze dei Migranti, i Centri di Educazione per gli Adulti, i Poli Intermundia. La guida si può anche prendere direttamente all'Assessorato alle Politiche Educative in via Capitan Bavastro 94.
Fonte: Comune di Roma.

sabato 19 gennaio 2008

Il 20 gennaio musei aperti anche nella Tuscia


In occasione della firma da parte del Governo italiano della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, e nell'ambito della manifestazione
Porte aperte alle tradizioni italiane programmata il 20 gennaio a livello nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con la Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici per celebrare l'evento, di seguito l’elenco dei musei di Viterbo e provincia che aderiscono alla giornata.
Museo Civico Gustavo VI Adolfo di Svezia – polo tematico antropologico Il cavallo e l’uomo (Blera)
Museo territoriale del Lago di Bolsena – Bolsena
Museo delle Confraternite di Capranica
Museo del Fiore (Acquapendente – Torre Alfina)
Museo delle tradizioni popolari di Canepina
Museo del Brigantaggio (Cellere)
Museo della terra (Latera)
Museo della città e del territorio di Vetralla
Museo della civiltà contadina di Tarquinia
Museo e centro cultuale “Marco Scacchi” di Gallese
Museo della Ceramica “Casimiro Marcantoni” di Civita Castellana
Museo della civiltà contadina di Calcata
Museo del Vino di Castiglione in Teverina
Museo Civico “Ferrante Rittatore Vonwiller” di Farnese
Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa - Viterbo
Collezione Ciorba – Viterbo
All’indirizzo http://immateriale.spaces.live.com/ è possibile consultare l’elenco globale dei musei che aderiscono all’iniziativa, nonché il dettaglio delle iniziative straordinarie proposte dalle diverse strutture.

Carnevale nella Tuscia viterbese


Romeni d’Italia, uno su tre pensa al rimpatrio

COMUNITA'
Romeni d’Italia, uno su tre pensa al rimpatrio
di Gabriela Pentelescu
ROMA - Il sogno italiano inizia a svanire per i romeni che hanno scelto il Bel Paese: un romeno su tre intende tornare per sempre in patria entro i prossimi due anni e soltanto il 21% desidera stabilirsi definitivamente in Italia. Questo è ciò che risulta da un sondaggio presentato ieri a Bucarest dall’Agenzia delle strategie del governo romeno. Per quello che riguarda i progetti per il ritorno, il 23% degli intervistati pensa di aprire un’attività in proprio, mentre il 31% desidera costruire una casa in Romania. Questi intenzione potranno probabilmente realizzarsi, considerato che la maggior parte degli immigrati romeni sostiene di guadagnare sette volte in più di quello che aveva nella busta paga nel Paese d’origine.

Stando alle stime di questo studio, il 57% lavora regolarmente in Italia, il 23% ha un posto di lavoro stabile ma è pagato al nero, il 5% svolge delle attività occasionali, mentre l’8% sono casalinghe o disoccupati. I settori in cui sono maggiormente impiegati sono l’edilizia (24%), il lavoro domestico (12%), il commercio (8%) o l’assistenza anziani (7%). Più del 70% dei romeni sono arrivati in Italia nel periodo 2001-2007 e la maggior parte ha soggiornato inizialmente in altri paesi europei prima di stabilirsi in Italia.

L’identikit del lavoratore romeno è il seguente: circa 33 anni (per gli uomini e per le donne), senza una laurea, proveniente dalle zone del nord del Paese (dalla Moldavia romena o dalla Transilvania). Soltanto il 7% ha una laurea, ma il 72% ha un diploma di liceo o di scuola professionale. Gli immigrati romeni hanno un rapporto forte con la famiglia e i parenti rimasti in patria e seguono con attenzione gli sviluppi sociali ed economici della Romania. Questo fa sì che la metà di loro invii somme di denaro nel paese d’origine almeno tre volte all’anno, il 74% di loro torna almeno una volta all’anno a casa e il 78% è fiero o addirittura fierissimo della propria nazionalità.

Il sondaggio rivela che la maggior parte dei romeni si considera integrata nella società italiana, il 67% ha un’opinione buona o ottima dei datori di lavoro italiani, il 92% ha un buon rapporto con i vicini e il 94% pensa di conoscere la lingua italiana abbastanza bene per cavarsela nella vita di tutti i giorni. Quasi tutti sono aggiornati sui casi presentati dalla stampa per quello che riguarda il comportamento dei loro connazionali e pensano che i politici e i media italiani presentano in maniera tendenziosa gli eventi. Il 92% segue i casi che vedono protagonisti i romeni che non rispettano le leggi italiane.

L’omicidio di Giovanna Reggiani, di cui è accusato il romeno di origine rom Nicolae Mailat, ha cambiato negativamente l’immagine che gli italiani hanno della comunità romena. Lo pensa il 72% dei romeni che hanno notato un cambiamento dell’atteggiamento degli italiani nei loro confronti. Solo il 22% pensa che non è cambiato niente e circa il 33% vede giustificato il decreto per l’espulsioni dei cittadini comunitari varato dal governo italiano subito dopo il caso Reggiani.

La ricerca sociologica è stata fatta dall’Istituto Metro Media Transilvania su un campione di 1.066 soggetti adulti, dal 20 novembre al 15 dicembre 2007, preso le comunità romene che risiedono nelle varie regioni italiane.

(18 gennaio 2008)
Fonte: Metropoli - La Repubblica.

O treime dintre românii din Italia vor să se întoarcă în ţară


Studiu: O treime dintre românii din Italia vor să se întoarcă în ţară

17 ian 2008
Din trei români aflaţi acum în Italia, unul declară că se va întoarce definitiv în ţara natală. Este rezultatul unui studiu comandat de Guvern, şi gestionat de Agenţia pentru Strategii Guvernamentale (ASG).Executivul vrea ca studiul să stea la baza măsurilor pentru integrarea românilor aflaţi în Italia. Singura necunoscută: numărul. Pur şi simplu nu se ştie exact cîţi români sunt în Italia. Estimările vorbesc de un număr între 200 de mii şi un milion. Cert este că revenirea în ţară a emigranţilor va avea efecte directe şi indirecte asupra afacerilor. Iar cînd se vor întoarce, pe mulţi îi vor întreba: vinzi? Pentru că la revenirea în ţară, românii vor dori ceea ce vroiau strămoşii lor. S-au adaptat, numai, la secolul XXI."Vor să cumpere pământ cam 25% dintre ei, adică să investească în imobiliar.

Vor să îşi construiască case, să desfăşoare şi afaceri, dar cei mai mulţi vor să se întoarcă fiindcă există oportunităţi, sau au aflat de oportunităţi în România", a declarat Alfred Bulai, preşedinte ASG.Vor avea şi bani pentru achiziţii, spune studiul realizat de Agenţia Guvernamentală. În Italia, venitul mediu, raportat la toţi românii, trece de 1000 de euro. 40 % dintre ei cîştigă peste 750 de euro, iar unul din 10, peste 1500 de euro. Pentru banii cîştigaţi, o treime dintre români lucrează peste 9 ore, iar 4 la sută, peste 12 ore pe zi.Guvernul român a plătit circa 290 de mii de lei pentru a şti cine sînt, ce fac şi ce vor face românii din Italia. Studiul arată: 6 din 10 lucrează legal. 23 la sută - fără carte de muncă. Zilierii reprezintă 5 la sută din români. În Construcţii lucrează un sfert dintre românii din Italia. Unul din opt - în menaj. Au plecat de acasă pentru că aveau venituri prea mici. Numai 4 la sută cîştigau peste 300 de euro, în România. Acum, îşi permit să expedieze în ţară, în medie, aproape 600 de euro la fiecare trimitere. Asta încă vreo doi-trei ani. Pentru că o treime dintre ei vor să se întoarcă definitiv. Iar ei sînt obişnuiţi să muncească mult, să fie respectaţi, ei sînt mai toleranţi cu alţii şi mai exigenţi, totodată, cu ceea ce li se cuvine.

L’assegno sociale per il 2008 è pari a 5142,67 euro


ROMA - E’ di 5.142,67 euro l’importo annuo per il 2008 dell'assegno sociale, che l’Inps, come ogni anno, ha rivalutato. Il valore dell'assegno sociale si presenta in molte pratiche degli immigrati come parametro di riferimento: serve infatti per la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, per il nulla osta al ricongiungimento familiare e per la richiesta del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, cioè la vecchia carta di soggiorno. Anche i cittadini comunitari, quando chiedono l’iscrizione anagrafica per motivi diversi dal lavoro o per i familiari devono dimostrare di avere reddito pari all’assegno sociale. Il valore mensile dell’assegno è di 395,59. L’assegno è una prestazione sociale dello Stato per gli anziani più poveri. Possono riceverlo i cittadini italiani, i comunitari e gli extracomunitari con il permesso per soggiornanti di lungo periodo: devono avere almeno 65 anni e un reddito annuo inferiore a 5142,67 euro, cioè 13 mensilità dell’assegno sociale.
Per far venire in Italia i propri familiari, bisogna avere un reddito annuo non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale se si chiede il ricongiungimento di un solo familiare, al doppio dell’importo se si chiede il ricongiungimento di due o tre familiari, al triplo se si chiede per quattro o più familiari. Per il ricongiungimento di due o più figli minori di 14 anni è richiesto, in ogni caso, un reddito minimo non superiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale. Possono chiedere il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo i cittadini extracomunitari in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno in corso di validità: devono avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di requisiti di reddito secondo gli stessi parametri previsti per il ricongiungimento familiare. E’ previsto inoltre il requisito dell’idoneità alloggiativa. (17 gennaio 2008)
Fonte: Metropoli - La Repubblica.

giovedì 17 gennaio 2008

Romania a scapat de ultimul loc din Uniunea Europeana la Internet


17 Ianuarie 2008
de Iulian Enache

Tara noastra a urcat doua pozitii in topul penetrarii Internetului in tarile Uniunii, depasind Polonia si Bulgaria.

Numarul utilizatorilor de Internet din Romania a depasit pragul de sapte milioane de persoane la sfirsitul lunii noiembrie, reprezentind o rata de penetrare de 31,4%, piata locala urcind doua locuri, de pe ultima pozitie detinuta in Uniunea Europeana (UE). In perioada ianuarie-noiembrie 2007, totalul navigatorilor pe Internet din Romania a crescut cu circa doua milioane de persoane fata de primele opt luni, la sapte milioane de utilizatori, respectiv 31,4% din totalul populatiei, estimata la 22,27 milioane de locuitori, potrivit datelor InternetWorldStats.

Rata de utilizare a Internetului a crescut, la finele lunii noiembrie 2007, cu 7,5 puncte procentuale peste nivelul din intervalul ianuarie-august. Dupa ce in prima parte a anului trecut a ocupat ultimul loc din UE, raportat la rata de penetrare a Internetului, Romania a urcat, la sfirsitul lunii noiembrie, doua locuri, devansind Polonia, ultima clasata, cu o rata de 29,6%, si Bulgaria, cu 30%, si apropiindu-se de Malta, unde nivelul este de 31,7%. La nivelul intregii uniuni, rata de penetrare a crescut la 55,7%, de la 51,8% la sfirsitul lunii august, respectiv 273,23 milioane de navigatori din totalul celor 490,43 milioane de locuitori.

Olanda avea cel mai ridicat nivel al utilizarii Internetului, respectiv 87,8% din totalul populatiei, cu 15,5 puncte procentuale peste nivelul din august. Urmatoarele clasate sint Suedia, fosta ocupanta a primului loc, cu 77,3%, si Portugalia, cu 73,1. Pe plan mondial, rata de penetrare a Internetului a atins 19,1%, consemnind o crestere de numai 0,2 puncte procentuale. Totalul utilizatorilor a atins 1,262 miliarde de persoane, dintre cele 6,6 miliarde de locuitori.

Internetul continua sa fie cel mai folosit de locuitorii Canadei si ai Statelor Unite, respectiv de 70,9% dintre cele 334,66 milioane de locuitori, insa ritmul de crestere se mentine redus, la 0,7 puncte procentuale.

Cea mai mare parte a utilizatorilor Internetului, respectiv 36,6% (461,7 milioane de persoane), provin din Asia, dar rata de penetrare este de numai 12,4% din totalul populatiei, care se apropie de 3,8 miliarde de locuitori.
Sursa. Cotidianul.

Marche e Piemonte: Assistenza sanitaria anche ai comunitari non in regola

15 gennaio 2008
Marche e Piemonte: assistenza sanitaria ed interruzione della maternità anche ai comunitari che non possono richiedere l’iscrizione al SSN.
Le due Regioni non condividono gli indirizzi del Ministero della salute e adottano un codice ENI (europeo non in regola) per la copertura finanziaria.

Il Ministero della salute con circolare del 3 agosto 2007 ha definito le linee guida per l’assistenza sanitaria dei cittadini comunitari individuando, sulla base della normativa nazionale di recepimento della direttiva n. 39, le categorie di soggetti aventi diritto all’iscrizione al SSN e quelle invece escluse da tale beneficio.
Il punto critico, ieri come oggi, è quello dell’assistenza sanitaria dei cittadini europei che non hanno titolo per iscriversi all’anagrafe perché privi di lavoro o di autonomi mezzi di sostentamento o comunque di qualsiasi altra tutela prevista dai regolamenti comunitari: nella quasi totalità dei casi romeni e rom.
Poiché la nuova condizione di comunitari ha determinato l’impossibilità di ricorrere alla tutela sanitaria prevista per cure urgenti ed essenziali in favore degli extracomunitari sulla base della normativa in materia di immigrazione grazie al c.d. codice STP, il Ministero della salute, per salvaguardare le situazioni pregresse, ha stabilito con la circolare di agosto solo una proroga per tutto il 2007 dell'uso del codice STP in favore dei cittadini bulgari e romeni che ne erano già in possesso al 31 dicembre 2006. Comunque - ha sottolineato il Ministero - quando il comunitario necessita di prestazioni sanitarie indifferibili ed urgenti e non risulta neppure essere assistito dal Paese di provenienza, le ASL dovranno tenere una contabilità separata in base alla quale si provvederà ad eventuali azioni di recupero o negoziazione nei confronti della Romania e Bulgaria. Infine il problema dell'assistenza nei casi di donne in maternità e di richieste di interruzione volontaria di gravidanza.
Nel primo caso per il Ministero i regolamenti comunitari e la normativa nazionale non consentono di erogare assistenza in occasione del parto alle donne che non risultano assicurate presso uno Stato comunitario (e che non sono iscritte al SSN) e pertanto dovranno presentare o un'assicurazione privata o pagare direttamente le prestazioni. Per quanto concerne l'interruzione volontaria di gravidanza, questa prestazione deve considerarsi a totale carico dell'assistita.Le Regioni Marche e Piemonte, con provvedimenti rispettivamente del 4 e del 9 gennaio, hanno adottato soluzioni differenti.In entrambe le Regioni, ai cittadini comunitari ivi domiciliati privi dei requisiti per ottenere il diritto di soggiorno e di qualunque altra forma di tutela sanitaria attestata del proprio Paese, sarà rilasciato un codice anonimo ENI (europeo non in regola) che consentirà di accedere alle cure per prestazioni indifferibili e urgenti, tra le quali vanno incluse anche le attività volte alla prevenzione, alla tutela della gravidanza, della maternità e della salute del minore, nonché le prestazioni relative alle pratiche di interruzione della gravidanza ai sensi della legge 194/1978. Le Regioni trasmetteranno al Ministero della salute una rendicontazione trimestrale per consentire di attivare le procedure necessarie per la richiesta di rimborso da parte degli Stati di appartenenza degli assistiti.
Fonte: Immigrazione Oggi.

Cultura: Libri in romeno nelle biblioteche di Roma


CULTURA: LIBRI IN ROMENO NELLE BIBLIOTECHE DI ROMA

Roma, 15 gen. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Dopo l'apertura della sezione di libri in lingua cinese presso la biblioteca Pigneto di Roma, delle sezioni in lingua araba, albanese, polacca, romena alla biblioteca "Elsa Morante" di Ostia e delle sezioni in spagnolo nelle biblioteche Valle Aurelia e Flaminia, prosegue, con l'apertura di cinque nuove sezioni in lingua romena, nelle biblioteche Europea, Galline Bianche, Gianni Rodari e Borghesiana, il progetto "Biblioteche in Lingua" delle Biblioteche di Roma. Le nuove sezioni sono state presentate oggi, presso la biblioteca Europea, alla presenza dell'assessore alle Politiche Culturali, Silvio Di Francia, del presidente delle Biblioteche di Roma, Igino Poggiali e del II° segretario consigliere politiche culturali emigrazione dell'ambasciata di Romania in Italia, George Bologan. Nato per coprire i bisogni di lettura in lingua originale di tutte le comunita' piu' numerose nella Capitale, il progetto ha inoltre in programma, nel mese di febbraio, l'apertura di tre nuove sezioni in lingua polacca nelle biblioteche Marconi, Valle Aurelia, Franco Basaglia, una nuova sezione in lingua araba nella biblioteca Marconi e una nuova sezione in albanese alla Rugantino. Per la comunita' filippina, in gran parte anglofona, si arricchiscono invece le sezioni in lingua inglese gia' presenti nelle biblioteche, cosi' per quella africana in gran parte francofona.
Fonte: Adnkronos Ign.

lunedì 14 gennaio 2008

Un “Racconto Solidale” per “Viterbo con Amore”


Viterbo, 14 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA

“Viterbo con Amore” e Il Messaggero di Viterbo indicono un concorso di scrittura creativa dal titolo “Il Racconto Solidale”. Un progetto rivolto alle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Viterbo al quale possono partecipare come autori singoli, gruppi o classi intere. I racconti dovranno avere come tema la solidarietà, elemento da sempre molto caro all’associazione viterbese. La premiazione sarà svolta il 20 giugno 2008 in occasione della cerimonia conclusiva della campagna 2007-08 di “Viterbo con Amore”. I racconti migliori saranno pubblicati in un volume a cura delle Edizioni Tagete di Viterbo. “Un modo per sviluppare la creatività dei ragazzi – afferma Enzo Palmisciano, ideatore del progetto nonché membro del direttivo di “Viterbo con Amore” – e per venire, così, a conoscenza delle idee particolari e fantasiose che i ragazzi nutrono su questo delicato tema”. Di seguito il bando integrale del concorso scaricabile anche dal sito internet www.viterboconamore.it.

IL RACCONTO SOLIDALE

1.Il bando è rivolto alle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Viterbo.
2.Possono partecipare, come autori, singoli, gruppi o classi intere.
3.Ogni racconto deve avere come sfondo, come motivo narrativo o come spunto creativo una situazione in cui si presenta il tema della solidarietà e/o di qualcuna delle sue caratteristiche.
4.Ogni opera non deve superare le sette cartelle tradizionali (65 caratteri per 32 righe) e deve pervenire, in triplice copia, alla sede di “Viterbo con Amore”, via Cavour, 97 – 01100 Viterbo entro il giorno 10 maggio 2008. Farà fede il timbro postale.
5.Si può partecipare al concorso con un solo racconto.
6.Le opere saranno sottoposte alla lettura e alla valutazione insindacabile di una giuria di esperti.
7.La premiazione avrà luogo il 20 giugno in occasione della cerimonia conclusiva della campagna 2007-2008 di “Viterbo con amore”.
8.I racconti migliori saranno pubblicati in un volume a cura delle Edizioni Tagete di Viterbo.
9.Dopo il 20 giugno, gli autori potranno richiedere una copia del loro lavoro presso la sede di “Viterbo con Amore”.
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Associazione di Volontariato “Viterbo con Amore” – ONLUS
Via Cavour, 97 - 01100 Viterbo (VT)
Tel./Fax 0761.220168 e-mail: viterboconamore@libero.it

Fiorentina, Mutu: «Cori razzisti su di me»


I viola vincono a Parma e continuano la rincorsa ad un posto Champions. Fa discutere il gesto del romeno che festeggia l’1-0 zittendo la curva emiliana

PARMA, 13 gennaio – Grazie ad una doppietta di Adrian Mutu (11 reti in campionato, lui e Ibra ora sono secondi solo a Trezeguet, a 13 gol) la Fiorentina espugna il Tardini 2-1 e resta in scia del quarto posto, occupato dall’Udinese ad una sola lunghezza di distanza. L’attaccante viola prima beneficia di una deviazione su un suo colpo di testa a fine primo tempo e porta in vantaggio i suoi, poi nella ripresa trasforma un calcio di rigore rendendo vano il pareggio di Coly e decidendo la partita.

TUTTI ZITTI – In occasione del gol dell’uno a zero il romeno ha esultato con un gesto che ha fatto discutere: appena la palla è entrata Mutu si è portato il dito indice alla bocca «zittendo» la tifoseria di casa. La stessa esultanza era avvenuta in occasione di un gol in casa, diretta verso una parte della tribuna del «Franchi», colpevole di fischiare i propri giocatori. Stavolta la motivazione è più importante, stando alle dichiarazioni del giocatore a Sky a fine partita: «Io festeggio i miei gol con un inchino, sotto la curva dei miei tifosi; oggi ho zittito i tifosi avversari perché fino a quel momento, e per tutta la partita, mi hanno rivolto vergognosi insulti razzisti. Per il resto io cerco solo di fare gol e sono contento quando lo faccio».

VITTORIA IMPORTANTE – Tre punti importanti che permettono ai viola di raggiungere quota 31 punti: «Siamo contenti di questa vittoria, il Parma ci ha messo in difficoltà per tutta la partita, correndo spesso più di noi».

ARRIVARE TRA LE PRIME QUATTRO – Il cannoniere viola ha poi ribadito l’obiettivo dei viola per questo campionato, spegnendo anche tutte le voci di mercato che lo riguardano e le polemiche seguite alle dichiarazioni sue e di Frey sull'importanza di far arrivare a Firenze grandi campioni, anche sforando il tetto salariale imposto dai Della Valle: «Dobbiamo arrivare a conquistare un posto in Champions League, sappiamo che è difficile ma stiamo andando bene. Bisogna continuare a vincere sia in casa che fuori casa se vogliamo raggiungerlo, e l’unico modo è lasciar perdere tutte le voci che ci distraggono e far parlare soltanto in campo». [...]
di Vladimiro Cotugno
Fonte: Corriere dello Sport.

Cure ai neocomunitari, l’Asgi chiede l’intervento del governo

SALUTE
Cure ai neocomunitari, l’Asgi chiede l’intervento del governo
ROMA - L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione si rivolge al governo per sollecitare un intervento immediato sul problema dell'accesso ai servizi sanitari dei cittadini comunitari. In una lettera l'associazione chiede "parità di trattamento dei cittadini comunitari rispetto agli extracomunitari". Nel 2008 romeni e bulgari non potranno più curarsi con la tessera Stp (Straniero temporaneamente presente". Dopo l'ingresso dei due paesi nell'Unione europea l'efficacia del tesserino, riservato agli extracomunitari che non possiedono un permesso di soggiorno, era stato proprogato per tutto il 2007, ma ora i cittadini comunitari non potranno più usare questo documento.Con l'ingresso di Romania e Bulgaria sono infatti cambiate le condizioni per il soggiorno dei cittadini provenienti da questi paesi e anche quelle per usufruire dei servizi sanitari. Non potere più accedere ai servizi con la tessera Stp è un problema per i molti neocomunitari che si trovano in una situazione di indigenza. Una difficoltà segnalata in questi giorni non solo dall’Asgi, ma da molte associazioni e da diverse Regioni. Nella lettera l’Asgi chiede siano prese in considerazione le categorie di cittadini comunitari che non possono iscriversi al Servizio sanitario nazionale. Fra le a rischio ci sono, ad esempio, donne incinte o puerpere, le vittime di tratta o grave sfruttamento. Per loro la legge garantisce solo le prestazioni urgenti. “La situazione attuale sta producendo conseguenze molto gravi in termini di tutela della salute individuale, in particolare per coloro che necessitano di cure essenziali (anche a carattere continuativo), benche' non strettamente urgenti – denuncia l’Asgi - ; le donne che necessitano di prestazioni relative alla tutela della gravidanza e della maternita' o all'interruzione di gravidanza. A questo proposito si segnala un rilevante rischio di aumento del ricorso ad aborti clandestini da parte delle donne che non dispongono delle risorse necessarie. Penalizzati anche i minori, sia alla nascita (per la mancata tutela della maternita' di cui sopra) sia successivamente. Si rileva inoltre come il mancato accesso all'assistenza sanitaria implichi conseguenze negative anche a livello di tutela della salute pubblica (si pensi ad esempio alle vaccinazioni e alla profilassi e cura delle malattie infettive)".
L’Asgi rivolge inoltre un appello a tutte le associazioni che si occupano di immigrazione di aderire all’appello entro lunedì 14 gennaio, inviando la loro adesione alla segreteria: info@asgi.it.
(14 gennaio 2008)
Fonte: Metropoli - La Repubblica.

Romania e la Nato


13.01.2008 - Romania sempre più al servizio della Nato

Il presidente rumeno, Traian Basescu, ha dichiarato che Bucarest sostiene l’allargamento l’allargamento alla Nato di altri tre Paesi , quali Croazia, Macedonia e Albania, nonchè ad avvicinare Stati come Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. ( Foto: Traian Basescu e Jaap de Hoop Scheffer)

“La Romania appoggia senza riserva l’allargamento alla Nato di altri tre Paesi – Croazia, Macedonia e Albania – e allo stesso tempo si sosterà l’idea secondo la quale una maggiore attenzione dovrebbe essere riposta nel trovare una soluzione per la Georgia e l’Ucraina”, ha ricordato il Presidente. Basescu ha poi dichiarato che il vertice Nato che si terrà dal 2 al 4 aprile a Bucarest sarà un successo. “Il summit punta a trovare una soluzione per l’Afghanistan, per i progetti di allargamento, per la sicurezza degli Stati membro, per ottenere la salvaguardia nella regione del Mar Nero e per i problemi dell’energia”, ha dichiarato Basescu. “Dobbiamo ottenere dei progressi per il summit di Riga, organizzato lo scorso anno, in autunno”, ha osservato il presidente. “Oltre all’allargamento, il summit punta anche a rendere più vicini alla Nato Stati come Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro”, ha dichiarato Basescu.
Il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jaap de Hoop Scheffer, si è recato venerdì a Bucarest per incontrare il presidente rumeno e discutere della preparazione del vertice. De Hoop Scheffer ha incontrato anche il Primo Ministro di Bucarest Calin Popescu-Tariceanu e il Ministro della Difesa rumeno, Teodoro Melescanu, ed altri importanti rappresentati del Ministero degli Affari esteri del Paese europeo. A questo riguardo il Segretario generale della Nato ha sostenuto che il summit dei capi di Stato e di governo dei 26 stati membri della Nato in aprile a Bucarest sarà “il più grande mai realizzato”. Secondo de Hoop Scheffer, a dare importanza all’evento sarà già l’eccezionale numero di delegati previsti all’evento, che dovrebbe essere nettamente superiore al precedente vertice di Riga del 2006. Il Segretario generale ha poi elogiato la Romania, affermando che “i preparativi sono nei tempi giusti”. In sostanza la Nato persegue gli obiettivi di Washington dato che rappresenta una sua diretta emanazione. Il fine è sempre lo stesso contenere la Russia e impedirgli l’avvicinamento al Vecchio Continente. E l’Europa ed i suoi rappresentanti si mostrano sempre più incapaci nel dare risposte adeguate alle strategie statunitensi di controllo e dominio del nostro continente.
di Antonella De Pasquale
Fonte: Rinascita Balcanica.

domenica 13 gennaio 2008

Scuolabus Roma: dimesso consigliere


Scuolabus Roma: dimesso consigliere
Aveva chiesto di separare trasporto scolastico bimbi rom

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - Dimesso il consigliere Lucio Conte (Prc) che ieri aveva chiesto di separare il trasporto scolastico dei bimbi rom dagli altri bambini. Lo ha comunicato il segretario del Prc di Roma che aveva chiesto le dimissioni del consigliere del Municipio VII, ritenendo la proposta incompatibile con la politica del suo partito. Anche il sindaco Veltroni ha sottolineato che i bambini sono tutti uguali: se vanno a scuola insieme devono continuare a farlo e non e' possibile separarli.
Fonte: ANSA.

Cioroianu: Răspunsul la problema romilor nu este nici românesc, nici italian, ci este european


Sâmbătă 12 ianuarie 2008

"Trimiterea romilor înapoi la Bucureşti este inutilă. Să-i integrăm împreună!" Aceasta este declaraţia făcută la Paris de ministrul român al Afacerilor Externe, Adrian Cioroianu, şi citată de cotidianul "Le Monde".Cioroianu s-a aflat joi şi vineri în Franţa pentru a pregăti vizita preşedintelui Nicolas Sarkozy în România. Cioroianu a declarat că "după aderarea unui stat membru al Uniunii Europene, nu se mai poate vorbi despre imigraţie, ci despre liberă circulaţie". Iar "romii au dreptul la liberă circulaţie, ca şi ceilalţi români". "Măsura de a-i trimite înapoi la Bucureşti este inutilă. Să-i integrăm împreună. Fără să mă derobez de responsabilitatea care ne aparţine, problema romilor nu este doar problema ţărilor de unde provin ei", consideră Adrian Cioroianu. Şeful diplomaţiei române a precizat că integrarea romilor presupune ajutoare sociale şi financiare, rezultat al unui "efort comun la nivel european". "Răspunsul la problema romilor nu este nici românesc, nici francez şi nici italian: este un răspuns european!", a mai spus Cioroianu.
Sursa: Realitatea TV

Il Partito Identità Romena ha nominato il rappresentante per la Provincia di Viterbo


ADRIAN BRATU RESPONSABILE DEL PARTITO IDENTITA' ROMENA

Il partito “Identità Romena” ha nominato responsabile per la provincia di Viterbo il Adrian Bratu, nato in Romania il 24/11/1960, residente in provincia, laureato in ingegneria, confermandogli il potere di organizzare, dirigere e rappresentare il partito a Viterbo sia verso gli iscritti che nei confronti delle istituzioni locali.
Per il momento la sede è provvisoria , si può contattare il rappresentante al numero 3406055439 o 0761/478395.
Il partito, a livello nazionale è nato come necessità in questo periodo difficile per la comunità romena ed intende contribuire a:
Integrazione vera degli immigrati romeni nella società italiana;
Conoscere e rispettare i diritti ed i doveri del residente in Italia;
Far conoscere la vera immagine della comunità romena e della Romania;
Sviluppare le relazioni a livello provinciale tra Italia e Romania.
Responsabilizzare la comunità romena per tutti i suoi fatti.
Ricordiamo ai cittadini italiani e specialmente a quelli romeni che la maggior parte dei romeni presenti in Italia contribuisce ed ha contribuito, in maniera significativa, alla crescita economica del paese. Vogliamo vivere in un’Europa che diventerà unita, multiculturale e pacifica. Questa maggioranza lamenta in uguale misura l’aggressione di un cittadino italiano, romeno o altra nazionalità che si trova sul territorio dell’Italia. Così come non sono tollerate le aggressioni, non sono tollerati i messaggi estremisti che portano anche loro verso altre aggressioni.
Il valore della vita e la stessa per tutti noi.
Grazie coloro che hanno ospitato con cuore la comunità romena. Grazie Italia.
Fonte: La tua voce.

sabato 12 gennaio 2008

Molotov contro il rifugio dei romeni, interrogazione al ministro Amato

Solidarietà da parte delle associazioni di Aprilia
Molotov contro il rifugio dei romeni, interrogazione al ministro Amato
Letizia Floreno
APRILIA
I carabinieri di Aprilia proseguono le indagini sull'attentato incendiario di due notti fa all'ex Enotria, sulla via Nettunense, contro una comunità di cittadini romeni. Un gruppo di malviventi, a quanto pare italiani e giovanissimi, hanno lanciato contro i muri dell'ex fabbrica e contro alcune auto in sosta, in uso dagli stranieri che vivono nell'alloggio di fortuna, delle bottiglie incendiarie, causando delle forti esplosioni.

Le vetture sono state danneggiate dalla banda anche con delle mazze di legno, alcune delle quali sono state rinvenute, abbandonate a terra, dagli inquirenti. I carabinieri di Aprilia, in questi giorni al comando del Tenente Alfredo Cangiano, hanno rinvenuto e sequestrato davanti al piazzale della fabbrica, sulla via Nettunense, anche altre bottiglie incendiarie, che ora verranno analizzate dal reparto scientifico dell'Arma. Al momento i militari non escludono che l'episodio sia scaturito da un presunto torto subito e, quindi, riconducibile alla criminalità comune. Più remota, invece, l'ipotesi che ad agire sia stato un movimento politico. Ma in città c'è già chi parla di «intolleranza contro i cittadini stranieri». L'allarme viene lanciato dall'associazione Senza Confine. «L'episodio avvenuto l'altra sera, testimonia che anche nella nostra città cresce in modo preoccupante il clima di intolleranza verso gli stranieri - spiega l'associazione - Per questo, intendiamo continuare a impegnarci per creare nuove occasioni di conoscenza e condivisione». Nelle scorse ore si era mosso anche il partito di Rifondazione Comunista. Attraverso i parlamentari Elettra Deiana, Mercedes Frias ed Antonello Falomi, è giunta al Ministro degli Interni un'interrogazione dove si chiede quali misure si intendano mettere in campo per garantire più sicurezza. «L'intera cittadinanza deve palesare il proprio sdegno per una manifestazione d'intolleranza che non trova radici nella storia di questa città» afferma l'associazione Aprilia Sotto la Lente che denuncia: «In città, non c'è traccia di progetti di integrazione degli immigrati e non esistono strutture di accoglienza». Il presidente uscente della Consulta della Cultura del Comune, Gianfranco Iencinella, lancia invece una proposta: «Trasformare l'ex Enotria in luogo della città dove iniziare una nuova pratica di integrazione sociale e culturale ancora pressoché sconosciuta, una sorta di cittadella della solidarietà».
10/01/2008
Fonte: Il Tempo.

Spedizione punitiva
E' accaduto lunedì notte intorno alle ore 22.30 all'Ex Enotria, sulla via Nettunense
Quattro molotov contro il «rifugio» dei romeni
Letizia Floreno
APRILIA «Spedizione punitiva» all'ex Enotria sulla via Nettunense, ad Aprilia. Lunedì sera, attorno alle ore 22:30, un gruppo di persone (almeno una decina secondo la testimonianza degli automobilisti di passaggio) ha lanciato contro un muro della fabbrica dismessa, e che ospita all'interno ancora una ventina di cittadini romeni senzatetto, quattro bottiglie molotov.

Nell'impatto, i contenitori di vetro pieni di liquido infiammabile, hanno generato delle forti esplosioni. Il gruppo di teppistelli, armato di bastoni di legno, ha però pensato bene di mandare in frantumi anche i vetri di alcune automobili che erano parcheggiate davanti all'Enotria, in uso ai cittadini rumeni ospiti nella fabbrica. Sono almeno quattro le vetture danneggiate, due in maniera grave a causa dell'esplosione di un'altra bottiglia molotov, che ha generato un incendio. Il muro preso di mira, a quanto pare, è quello comunicante con i locali dove da tempo alloggiano alcune famiglie romene (una ventina di persone in tutto), tra cui donne e bambini. L'altro ieri sera, pochi minuti dopo l'accaduto, sul posto è arrivata una squadra dei Vigili del Fuoco di Aprilia ed una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile che si trovava in zona per i soliti controlli notturni. A loro è toccato raccogliere la denuncia degli stranieri finiti nel mirino dei vandali. Quello avvenuto lunedì sera è stato di sicuro un gesto di intolleranza e l'intento era quello di intimidire. Ma ciò che è certo è che la potenza delle molotov, lanciate contro il muro, non avrebbe potuto danneggiare la struttura e mettere, quindi, in pericolo le persone che vi erano all'interno. Ai militari spetta, ora, il compito di identificare gli autori di quella che in apparenza potrebbe essere semplicemente una bravata. Visti i recenti episodi di cronaca, però, non è da escludere che l'avvertimento potesse essere indirizzato proprio alla piccola comunità romena che ormai da tempo vive ai margini della Nettunense. Secondo alcuni testimoni, ad agire sarebbe stato un gruppo di ragazzi italiani. In mano agli inquirenti, a quanto pare, ci sarebbe anche un numero di targa parziale di una delle auto usate per la fuga. Alcuni sarebbero scappati anche a piedi, rifugiandosi all'interno del vicino parco dei Mille. Ma al momento, nessuno è stato identificato.
09/01/2008
Fonte: Il Tempo.