13/07/09 - Prorogati i termini per l'accesso alla graduatoria per l'esenzione dei giovani dai costi del trasporto regionale e locale. I ragazzi residenti nella Regione, con un'età compresa tra i 10 e i 25 anni e un reddito ISEE fino a 20 mila euro, avranno dunque, molto più tempo a disposizione per inoltrare la domanda attraverso il SISET, Sistema Informativo di erogazione dei Servizi di Esenzione del Trasporto, a cui si accede dal portale regionale www.regione.lazio.it. La Giunta Regionale del Lazio, su proposta dell'Assessorato alla Mobilità, ha stabilito che al 30 di ogni mese, a partire da luglio 2009, sarà formata la graduatoria degli aventi diritto sulla base delle richieste pervenute nello stesso mese, fino ad esaurimento del fondo.
E' fissata, perciò al 30 luglio, e non più al 20, la prima chiusura dei termini per la domanda e la formazione della prima graduatoria. Se alla data del 30 luglio il numero degli aventi diritto che hanno fatto richiesta non avrà esaurito il fondo di 12 milioni di Euro previsto dalla finanziaria regionale per il 2009, sarà ancora possibile fare domanda per ottenere l'esenzione e alla data del 30 agosto si procederà alla formazione di una ulteriore nuova graduatoria composta dai nuovi iscritti. Si andrà avanti in questo modo fino all'utilizzazione completa del fondo a disposizione per l'anno in corso.
"Offrire ai giovani e alle famiglie più tempo per richiedere l'agevolazione - ha spiegato l'Assessore alla Mobilità, Franco Dalia - era doveroso. La concomitanza con il periodo estivo non favorisce, la giusta attenzione da parte degli studenti, al momento in vacanza oppure all'estero per ragioni di studio. Ciò che ci siamo prefissati, con l'istituzione del fondo, è di fornire un aiuto concreto al maggior numero possibile di giovani e di famiglie. Abbiamo perciò deciso di procedere con una campagna di comunicazione istituzionale e abbiamo voluto offrire più tempo a tutti - ha concluso l'Assessore - per prendere dimestichezza con il SISET e formulare serenamente la domanda".
Ufficio Stampa Provincia di Viterbo
giovedì 16 luglio 2009
Prorogato il termine per l'iscrizione alla graduatoria per l'esenzione degli under 25 dai costi del trasporto
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Catalina Sava
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Eventi Culturali: Le Grandi Dionisiache

"Le Grandi Dionisiache"
Il 1° festival estivo che unisce la Teverina
"Sono le tracce più antiche quelle che portano più lontano"
Il Teatro Null, I porti della Teverina, Officina culturale della Regione Lazio, con il contributo della Fondazione Carivit di Viterbo e dei Comuni di Castiglione in Teverina, Civitella d'Agliano, Lubriano, Celleno e Bomarzo, da mercoledì 15 luglio a domenica 19, presenta "Le Grandi Dionisiache", 1º Festival della Teverina. L'idea è stata suggerita, soprattutto, da una terra feconda e misteriosa come questa della Teverina e seducente appunto come il mito di Dioniso, perché nonva dimenticato che stiamo parlando anche del dio della vegetazione, della vita, del vino, dei frutti, del rinnovo stagionale. Un festival, quindi, per ritrovare sé stessi, un saldo legame tra uomo e uomo, e anche tra uomo e Natura, la cui forza plasmante fa sì che ogni individuo partecipi dell'Uno-Tutto e diventi esso stesso opera d'arte.
Partendo dal Museo del Vino di Castiglione in Teverina, suo centro propulsore, il festival raggiungerà spazi inconsueti, arene naturali, scorci aff ascinanti, piazzette dei piccoli centri, che mantengono ancora intatto il sapore e il segreto delle antiche tradizioni. Un percorso magico disseminato d'eventi di teatro, musica e danza che daranno modo ad attori e spettatori di avere tra loro un rapporto diretto, avvolgente e coinvolgente. In programma anche una curatissima sezione gastronomica, con degustazioni di prodotti tipici locali, firmata da "La strada del vino della Teverina". Il festival Le grandi Dionisiache diventa così come una 'messa in scena' che si articola come corpo unico, perché un Festival è materia da dirigere come opera d'arte, da non sprecare con montaggi da mercato culturale.
Il festival "Le Grandi Dionisiache" può esser letto come un libro pieno di visioni. Visioni che diventano tridimensionali quando vai a sfogliare le pagine abitandolo, per scoprire un tempo altro. Il tempo reale e sognato dell'accadimento artistico. La grande e coinvolgente kermesse dionisiaca, sarà un'esplosione di musiche, colori, spettacoli emozionanti, che nascondono al loro interno anche atmosfere inconsuete, con spettacoli creati appositamente per spazi suggestivi. È un libro dove ogni pagina annuncia sempre un'esperienza che c'incuriosisce e ci appassiona... perché un festival deve essere quel luogo, per dirla con Eduardo, dove ogni giorno il teatro rivela, mai uguale, la sua verità. È l'idea di un teatro che si fa, gomito a gomito. L'idea di un gioco, ma come ogni gioco, serissimo! L'idea dell'immergere le mani fino in fondo alle proprie emozioni e sporcarsi di esse. Questo per noi è il teatro: la leggerezza fatta di condivisione e di emozione. Per dare ancora un senso al nostro lavoro, che non sia solo puro 'intrattenimento' e continuando a procedere... controcorrente, allegramente.
Il programma:
Mercoledì 15 luglio 2009
Castiglione in Teverina (centro visite, centro storico e museo del Vino)
Ore 18.30: presentazione del libro di Massimo De Giovanni Tralci di vite, a cura di Marco Trulli, Purple Press edizioni
Ore 20.00: banchi d'assaggio, a cura della "Strada del vino della Teverina"
Ore 21.15: l'associazione internazionale di teatro Guascone presentaBalcanikaos: spettacolo teatrale e musicale dedicato alla musica dei Balcani e dell'Est europeo.
Ore 22.30: Silvia Cozza in Kyra la dea del fuoco: oggetti di fuoco creati dall'artista, ventagli, funi, bastoni, catene di fuoco e corda di fuoco
Ore 23.30: Pillole dionisiache: pensieri graffianti tra mitologia e attualità a cura di Antonello Ricci
Giovedì 16 luglio 2009
Bomarzo (centro storico)
Ore 20.30: banchi d'assaggio, a cura della "Strada del vino della Teverina"
Ore 21.30: la compagnia "Thiasos" presenta Numa: spettacolo di narrazione con paesaggi sonori sulle origini di Roma, di e con Sista Bramini. Musica di Daniele Ercoli e Cristina Majnero del gruppo di ricerca musicale "Ludi scenici". Luci di Danila Blasi
Ore 23.00: Silvia Cozza in Kyra la dea del fuoco
Ore 23.30: Pillole dionisiache, pensieri graffianti tra mitologia e attualità a cura di Antonello Ricci
Venerdì 17 luglio 2009
Celleno (centro storico)
Ore 20.00: banchi d'assaggio, a cura della "Strada del vino della Teverina"
Ore 20.30: Organetti del Soratte: gruppo musicale che presenta un repertorio di musiche della tradizione popolare della Sabina, della tradizione popolare italiana e di compositori di musica per organetto.
Ore 21.30: il "Teatro delle Forme" di Torino presenta La tavola, ovvero la cucina del teatro, con Silvia Edera e Francesca Bodanza, ideazione e regia di Antonio Damasco
Ore 23.00: Pillole dionisiache: pensieri graffianti tra mitologia e attualità a cura di Antonello Ricci
Sabato 18 luglio 2009
Civitella d'Agliano (Casenuove, podere Porcino/Factory, sede dell'associazione "Teatro Null")
Giornata stellare: nel primo anno internazionale dell'astronomia in onore del quattrocentesimo anniversario del telescopio di Galileo Galilei
Ore 19.30: Lo spirito rivoluzionario di Urano ed il processo di trasmutazione plutoniano 2009-2016: conferenza di Fabrizio Bosio (astrologo evolutivo)
Ore 20.30: Cena stellare
Ore 22.00: la compagnia "Thiasos" presenta Miti di stelle: racconti e canti sotto il cielo notturno. Narrazione di Sista Bramini. Accompagnamento con polifonie tradizionali di Francesca Ferri, Camilla Dell'Agnola, Silvia Balossi
Ore 23.30: Pillole dionisiache: pensieri graffianti tra mitologia e attualità a cura di Antonello Ricci
Domenica 19 luglio 2009
Lubriano (centro storico e parco Paime, piazza Paime)
Ore 19.00: il "Teatro Null" e il "Teatro delle condizioni avverse" presentano Terramara, testo e regia di Gianni Abbate: storie di briganti e brigantesse, con Gianni Abbate, Giovanni D'Artibale, Manuela Fioravanti, Andrea Maurizi, Valentina Piazza. Chitarra, organetto e voce: Enrico Scarinci
Ore 20.30: banchi d'assaggio, a cura della "Strada del vino della Teverina"
Ore 21.30 parco Paime (piazza Paime): concerto de I Pizzicanto: pizziche e tarantelle
Ore 23.00: Pillole dionisiache: pensieri graffianti tra mitologia e attualità a cura di Antonello Ricci
Tutti gli spettacoli: ingresso gratuito
Per la cena stellare di sabato 18 luglio 2009 a Civitella d'Agliano alla Factory (podere Porcino) è obbligatoria la prenotazione. Costo: 15 euro
Info: "Teatro Null", tel. 0761.948963 - 347.1103270 - info@tusciafactory.it - www.tusciafactory.it
Fonte: Eventi e Sagre.
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Sos in Mar Tirreno, uomo salvato da cane-bagnino

TARQUINIA (VITERBO) - Salvataggio di un uomo in mare, nei pressi di Tarquinia: protagonista del recupero, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata una Labrador di 3 anni, alla sua prima stagione da cane-bagnino.
E' accaduto in un tratto di spiaggia libera in località Sant'Agostino, in provincia di Viterbo, dove Boca do Mar, questo il nome del cane, si trovava insieme al proprio conduttore, Emiliano Bufalini di 36 anni.
La coppia opera nell'ambito della collaborazione tra la Scuola Italiana Cani Salvataggio (Sics) e l'Associazione balneare Villaggio Sant'Agostino. Le unità cinofile sono coordinate dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia.
Nel giorno d'avvio in Italia della stagione operativa della Sics, cane e conduttore hanno visto a 100 metri dalla riva un uomo in difficoltà a causa della corrente forte. Il Labrador ha raggiunto insieme al conduttore il bagnante e lo ha trainato a riva tramite un salvagente detto "baywatch". All'arrivo in spiaggia l'unità cinofila è stata accolta da un applauso.
Soddisfatto il presidente della Sics Tirreno Roberto Gasbarri, il quale ricorda che da oggi a fine agosto, 40 cani e conduttori saranno operativi nelle seguenti località: Marina Velca, Tarquinia, Sant'Agostino, Civitavecchia, Nettuno, Pozzuoli, Bacoli, Ischia, Agropoli Paestum.
Fonte: ANSA.
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Seguendo gli etruschi "signori di Maremma"

ARTE - RECENSIONI ITINERARI
Due itinerari con partenza da Grosseto, da Roselle a Vulci, da Vetulonia a Populonia, dal Lago dell'Accesa a Pitigliano. Fra parchi archeologici e naturalistici e tesori nei musei di Massa Marittima e Piombino che custodisce la celeberrima "anfora di Baratti". Potenti mura poligonali, raffinati gioielli costruiti con "granuli" d'oro e vie tagliate nel tufo. Duemila anni dagli Etruschi ai Romani al Medio Evo. E sullo sfondo il mare
di GOFFREDO SILVESTRI
I due itinerari archeologici proposti nella Provincia di Grosseto non interessano naturalmente solo gli Etruschi, ma le varie civiltà che si sono date il cambio nella zona, quella romana e quella medievale. Non solo le aree archeologiche, ma quelle naturalistiche (come il Parco del tufo a Pitigliano), i musei archeologici (come quelli di Pitigliano e di Massa Marittima in cui sono i materiali scavati nel parco del lago dell'Accesa, museo che si affaccia sulla piazza più bella della Maremma al cospetto del duomo dedicato a San Cerbone). A Piombino, nel Museo archeologico del territorio di Populonia, la celeberrima "anfora di Baratti". In provincia di Viterbo, il museo di Vulci con il famosissimo, altissimo ponte che conserva le fondamenta etrusche. Obiettivi che da soli "valgono il viaggio", a Roselle la cinta delle mura poligonali e l'anfiteatro, uno dei più piccoli del mondo Romano. A Vetulonia, nel museo, le oreficerie, e la necropoli monumentale. A Pitigliano la "via cava", cioè tagliata nel tufo. Valori aggiunti incomparabili i panorami sul mare e col mare sullo sfondo. Insomma il trasferimento dalle vetrine agli amplissimi spazi, fisici e ideali, della mostra di Grosseto sui "Signori di Maremma-élites etrusche fra Populonia e il Vulcente".
GUARDA LE IMMAGINI
Gli itinerari (con guida italiano-inglese di 53 pagine, Edizioni Polistampa, 7 euro) sono a cura di Mariagrazia Celuzza, direttrice del Museo archeologico e d'arte della Maremma di Grosseto.
Gli itinerari partono da Grosseto, dalla visita del museo (palazzo ottocentesco del Vecchio Tribunale). Un intero piano è riservato a Roselle che ha avuto una vita lunghissima e di cui Grosseto è l'erede col trasferimento della sede vescovile nel 1138. Spiccano le stele di guerrieri, corredi e servizi da mensa e da cucina dalla casa dell'Impluvium. Dal Foro Romano due complessi di statue, uno pubblico scavato nell'Augusteo e uno privato che forse celebrava una famiglia locale. Decorazioni architettoniche di età carolingia della chiesa paleocristiana.
Nelle altre sezioni del museo ricca documentazione dei maggiori centri archeologici della Maremma. Corredi etruschi orientalizzanti da Vetulonia e Marsiliana, come il Circolo degli Avori, anfore e ancore che dicono dei traffici etruschi di età arcaica, iscrizioni e sculture funerarie. La ricostruzione di un relitto navale di età imperiale. All'ultimo piano del museo salto temporale in avanti, nella collezione d'arte sacra della diocesi di Grosseto con opere attribuibili ai maggiori artisti della scuola senese (come Guido da Siena, Pietro di Domenico, Girolamo di Benvenuto, il Sassetta).
- Museo Archeologico e d'Arte della Maremma. Piazza A. Baccarini 3; 0564-488750/1/2;
Fax: 0564-488753; Sito: www.comune.grosseto.it
E-mail: arianna.bianchi@comune.grosseto.it
Orari: novembre-aprile 9,00-13,00; 16,00-18,00, maggio-ottobre 10,00-13,00; 17,00-20,00
Chiusura: tutti i lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio. Ingresso: € 5,00 intero; € 2,50 ridotto, gratuito per scolaresche e membri del clero.
Primo itinerario verso Nord. Grosseto, Roselle, Vetulonia, lago dell'Accesa, Populonia.
Roselle. Edifici e resti sparsi si distribuiscono lungo circa 2000 anni di storia, dagli Etruschi al pieno Medioevo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Le mura etrusche del VI secolo, costruite con massi ora enormi ora più regolari, veramente impressionanti, sono lunghe più di tre chilometri, alte vari metri e sono state restaurate di recente. Dalle mura alla casa dell'Impluvium, una grande residenza con atrio scoperto e la vasca per raccogliere l'acqua piovana. In cima alla collina Nord è l'anfiteatro (del I secolo dopo Cristo), appunto uno dei più piccoli del mondo romano. Nell'avvallamento centrale è il Foro Romano. Sotto una tettoia sono gli edifici più antichi della città, come la casa con Recinto (del VII secolo avanti Cristo), centro religioso e politico della prima comunità etrusca. Attorno alla piazza romana il luogo del culto imperiale (l'Augusteo) - e la lussuosa Domus dei Mosaici. Negli ambienti delle terme di Adriano, vicino al Foro, fra la fine del V e il VI secolo, fu organizzata la prima cattedrale e si sviluppò il cimitero cristiano.
- Località Roselle (circa 10 km a nord di Grosseto, Strada Statale 223 direzione Siena).
Orari: novembre - febbraio: 09.00-17.30; marzo - ottobre: 09.00-19.30.
Biglietto intero 4 euro; ridotto 2 (18 - 25 anni); gratuito (fino a 18 anni e oltre 65).
Contatti 0564 402403
Vetulonia. Necropoli e monumenti urbani. La città etrusca, ben più estesa del paese attuale, era circondata da una cerchia di mura costruita nel VI secolo. Spiccano i resti delle fortificazioni a difesa della parte alta della città, l'arx. Un tratto, costruito con blocchi poligonali, è inglobato tra due alte costruzioni medievali. Il settore più esteso dell'abitato antico (III-I secolo) oggi visibile occupa la località di Poggiarello Renzetti. Più a valle, fuori dalle mura e lontana dal paese attuale, è la necropoli monumentale con il percorso detto "La via dei sepolcri", fra la macchia e i campi coltivati. Fra le tombe più note quella della Pietrera, il più grande monumento funebre di Vetulonia, risultato di due tombe sovrapposte. La prima è quella inferiore che, crollata, fu riempita di materiali e fece da base della seconda tomba con camera quadrangolare e corridoi di accesso, coperta da una pseudocupola sorretta da un pilastro centrale conservato. Il tutto sormontato da un tumulo di terra. La tomba conteneva sculture di grandi dimensioni, come la "Piangente" (antenata o prefica che si batte il petto nel gesto del lutto).
Nel nuovo Museo archeologico "Isidoro Falchi", nel centro del paese, le testimonianze dalla fase villanoviana all'orientalizzante all'età ellenistica e alla romanizzazione. Nell'orientalizzante Vetulonia, che controllava le Colline Metallifere, raggiunse il massimo di ricchezza e sviluppo. "Valgono il viaggio" le oreficerie. Mariagrazia Celuzza ci ricorda che proprio a Vetulonia gli artigiani etruschi portarono alla massima raffinatezza le tecniche della granulazione, del pulviscolo, dello sbalzo. Oggetti sui quali la superficie lucida del metallo contrasta con figurine di animali rese a silhouette con minutissime palline d'oro, come nella fibula d'oro dell'omonima tomba. Primato di Vetulonia anche nella lavorazione del bronzo con armi, elmi, scudi tipici dei corredi tombali degli aristocratici. Le stesse armi "si ritrovano incise nella pietra nell'immagine funeraria del guerriero Auvile Feluske (VII secolo), rappresentato mentre cammina, protetto dal grande scudo rotondo".
- Museo Archeologico "Isidoro Falchi". Piazza Vetluna - Vetulonia (Castiglione della Pescaia GR)
Orari: ottobre - febbraio: 10-16; marzo - maggio: 10-18; giugno - settembre: 10-14; 16-20.
Chiusura: da settembre a giugno i lunedì non festivi. Biglietti: intero 4,50 euro; ridotto e gruppi 2,50; scuole 1.
Contatti tel e fax: 0564 948058; oppure (Biblioteca Comunale di Castiglione della Pescaia) 0564 933685. Sito www.comune.castiglionedellapescaia.gr.it
Le aree archeologiche (città e necropoli) sono aperte fino al tramonto con ingresso gratuito.
Accesa. Il parco archeologico del lago con gli antichi forni, ha sentieri e segnaletica che guidano attraverso quattro quartieri (un quinto in corso di scavo). Il quartiere, denominato A, è formato da una decina di case attorno a uno spiazzo centrale e circondate da una massicciata per il drenaggio dei materiali. A pochi metri la piccola necropoli degli abitanti. L'area denominata B comprende nove case e forse due necropoli. L'area D è scarsamente conservata. Il quartiere C è il più vicino al lago (in antico non distava più di 50 m). Gli oggetti dei quartieri e delle necropoli dell'Accesa sono nel Museo archeologico di Massa Marittima.
- Parco archeologico del Lago dell'Accesa. S. P.49, Loc. La Pesta, Massa Marittima
Contatti: 0566-902289, fax 0566-901808
Orario: sempre aperto (ingresso libero); visite guidate su richiesta
- Museo Archeologico - Palazzo del Podestà, piazza Garibaldi - Massa Marittima;
Contatti: 0566 902289, fax 0566 901808 info@coopcollinemetallifere.it
Siti www.massamarittimamusei.it; www.coopcollinemetallifere.it
Orario: aprile/ottobre 10 - 12,30; 15,30 - 19; novembre/marzo 10 - 12,30; 15 - 17. Chiuso lunedì.
Populonia. Il Parco archeologico attrezzato di Baratti e Populonia è incluso nel sistema dei Parchi della Val di Cornia, che comprende il parco archeo-minerario medievale di San Silvestro. Da esplorare la "Via dei Principi" (necropoli di San Cerbone e del Casone) con le tombe monumentali dei Carri, dei Letti Funebri, dei Flabelli, delle Oreficerie, del Bronzetto di Offerente. La "Via del Ferro" che conduce agli edifici industriali e alla necropoli di Poggio della Porcareccia. La "Via delle Cave" che, attraverso il bosco, arriva alla necropoli delle Grotte, dove le tombe furono scavate nel fronte di una cava da cui fu tratto il materiale per la costruzione delle mura della città. Nuovi scavi e restauri sono in corso con periodiche aperture.
Il Museo archeologico del territorio di Populonia è a Piombino, nella vecchia Cittadella. Presenta ricostruzioni dei paesaggi, delle attività metallurgiche e degli ambienti antichi che sintetizzano il popolamento del promontorio di Populonia dalla preistoria all'età moderna. Fra le necropoli, la tomba 1 di Poggio del Telegrafo, età del Ferro, è una delle prime presenze in Etruria della tomba a camera. Forse un ex voto per scampato naufragio è il "bellissimo" mosaico del II secolo avanti Cristo con pesci e molluschi nelle acque blu intenso e, in un angolo, una barca che sta per essere travolta da un'onda gigantesca.
Infine due "doni" eccezionali del mare. Il relitto del Pozzino, di età repubblicana, ma ribattezzato il "relitto dei profumi" perché parte del carico era formato da centinaia di contenitori di legno pieni di sostanze aromatiche. E la famosa "Anfora di Baratti", capolavoro del IV secolo dopo Cristo, probabilmente da Antiochia di Siria. Pescata casualmente con un'ancora di una barca, nel 1968, nel mare fra il golfo di Baratti e San Vincenzo. D'argento (7,6 chilogrammi), è alta 61,5 cm, con un diametro massimo di 35,5. Poteva contenere oltre 22 litri di vino. Come raffinata particolarità è ricoperta sul corpo e sul collo da 132 medaglioni con figure a rilievo di non facile interpretazione che sembrano collegate al mito di Paride. Si riconoscono Zeus, Afrodite, Atena, Era-Giunone, Apollo, Marte-Ares, Cibale, Dioniso. Il ritrovamento occasionale non ha permesso ulteriori sviluppi, per esempio sul relitto che trasportava l'anfora.
Informazioni sul museo e sul parco: tel 0565 226445; www.parchivaldicornia.it.
Secondo itinerario verso Sud. Marsiliana d'Albegna, Poggio Buco, Pitigliano, Sorano, Vulci.
Marsiliana d'Albegna. Il castello (privato, non visitabile) occupa una collinetta che domina quasi tutta la valle dell'Albegna, da Talamone a Manciano. Delle necropoli non rimane quasi nulla sul terreno. I materiali di Marsiliana sono al Museo archeologico nazionale di Firenze ("per il momento non esposti"). Il corredo del Circolo degli Avori è esposto nel Museo di Grosseto.
Poggio Buco. Il sito archeologico non è attrezzato per la visita. Le tombe, scavate nel tufo sono state tutte riutilizzate nel tempo, come è consuetudine nell'area tufacea fra Lazio e Toscana. Sulla sommità del pianoro delle Sparne, dove sorgeva l'abitato, pochi i resti visibili. Materiali di Poggio Buco sono esposti nei Musei archeologici di Pitigliano e di Grosseto.
Pitigliano e l'area del tufo. Appena fuori Pitigliano è il Museo all'aperto "Città dei vivi-Città dei morti" dedicato ad Alberto Manzi, il primo "maestro televisivo" di Non è mai troppo tardi (morto a Pitigliano nel 1997). Nella "Città dei vivi" è possibile ricostruire le varie fasi dell'impianto urbano, dal villaggio protostorico del Bronzo Finale (modello didattico di abitazione del tipo a capanna circolare), alla città etrusca (casa a tre vani e portico).
Una "via cava", cioè tagliata nel tufo, conduce alla sottostante "Città dei morti", con la necropoli etrusca del Gradone (tombe a una, due e tre camere) in uso dalla seconda metà del VII fin quasi alla fine del VI secolo. Visitabile la tomba dimostrativa in cui è stata allestita la sepoltura di Larth e Velia e si può partecipare a una cerimonia funebre etrusca. Un'ulteriore discesa conduce alla necropoli di San Giovanni.
I materiali dalle necropoli di Pitigliano e Poggio Buco sono esposti nel Museo archeologico di Pitigliano, in Palazzo Orsini, aumentati delle ceramiche della collezione Martinucci, prima conservata nel Museo di Firenze. Non lontano da Pitigliano, nell'area del tufo, caratterizzata dalle vie cave e dalle necropoli rupestri, è il Parco "La città del tufo", con centro a Sovana nel comune di Sorano. Un "paesaggio rimasto praticamente intatto". Tipiche sono le necropoli con tombe rupestri monumentali di Sovana tra le quali l'Ildebranda (in onore di papa Gregorio VII, nato a Sovana), le tombe del Tifone e della Sirena.
- Museo Archeologico Piazza Fortezza Orsini 59/c - Pitigliano (GR).
Contatti: 0564 614067; sito www.comune.pitigliano.gr.it
- Museo all'aperto Città dei vivi, città dei morti "A. Manzi". SP del Pantano, loc. Cava del Gradone - Pitigliano (GR).
Biglietti: intero 2,50 euro; ridotto 1,50.
Contatti 347 7968901.
- Centro visite Parco Città del Tufo, Palazzo Pretorio, Piazza Pretorio, 12/a, Sovana; 0564-614074 Fax: 0564-617924; Comune di Sorano 0564-633023; Fax: 0564-633033; Pro Loco Sorano Tel/Fax 0564 633099
Vulci. Il arco archeologico e naturalistico comprende l'area della città antica, le necropoli e il Museo archeologico nazionale, in un paesaggio naturale affascinante. Il museo è nel Castello dell'Abbadia, costruito nel XII secolo sulla precedente Abbazia di San Mamiliano al Ponte. Il castello controllava il ponte che ancora oggi scavalca il Fiora (basi etrusche, elevato romano, aggiunte medievali). Mariagrazia Celuzza attira l'attenzione sulla spalletta a monte: un acquedotto medievale con lo stillicidio continuo ha prodotto sul ponte le strane incrostazioni calcaree visibili da Nord.
Il parco archeologico è stato arricchito. Lungo l'asse del decumano massimo, la strada principale della città romana, oltre al Tempio Grande, la Domus del Criptoportico, e il Mitreo è visibile un arco onorario ricostruito. Nuovo il complesso della porta Ovest con il bastione monumentale, un sepolcreto e un acquedotto. Nell'area di Ponte Rotto, fuori della Porta Est, sta emergendo il porto fluviale sul Fiora con i resti di un ponte e un quartiere artigianale.
Sul lato sinistro del fiume si possono visitare le grandi tombe. La necropoli di Ponte Rotto con la Tomba François dalle celeberrime pitture murali con scene mitiche e storiche (di proprietà Torlonia perché allora la tomba era in un feudo Torlonia, conservate a Roma, Villa Albani, che enti pubblici e Stato stanno cercando faticosamente di acquistare). Più a Sud la Cuccumella, un enorme tumulo, di circa 65 metri di diametro, che conserva al centro uno spazio quadrangolare con gradinate per le cerimonie funebri, da cui si accedeva alle camere per le deposizioni.
- Parco archeologico e naturalistico di Vulci. Museo archeologico nazionale.
Informazioni e prenotazioni 0766/879729; sito www.vulci.it.
(12 luglio 2009)
Fonte: La Repubblica.
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sabato 11 luglio 2009
Stagione Teatrale Estiva 2009 al Teatro romano di Ferento
Provincia di Viterbo Consorzio Teatro Tuscia
TEATRO ROMANO DI FERENTO (VT)
Stagione Teatrale Estiva 2009
COMUNICATO STAMPA
Battiato in concerto, prevendite a gonfie vele
Sarà il concerto di Franco Battiato, domenica 12 luglio (ore 21,15) ad aprire la stagione estiva degli spettacoli al teatro romano di Ferento organizzata dalla Provincia in collaborazione con il Consorzio Teatro Tuscia.
Battiato farà tappa all’antico teatro romano di Viterbo e presenterà, Fleurs II, il capitolo conclusivo della trilogia iniziata nel 1999 con il primo storico e rivoluzionario Fleurs, che inaugurava in Italia, ma anche nel mondo, un modo originale di affrontare la rilettura di grandi canzoni del passato, sfuggendo alla logica banale della ‘cover’ e avvicinandosi allo spirito innovativo delle avanguardie letterarie del ‘900, da Borges in avanti.
E ognuno dei capitoli di Fleurs ha sempre stupito e stregato il pubblico per il garbo, l’eleganza, la passione dominata da un gusto sottile e aristocratico che, nonostante l’estrema finezza del pensiero musicale, riesce sempre a mantenere un fortissimo appeal popolare: dono prezioso a cui Battiato non ha mai rinunciato del tutto.
Questo capitolo finale rispetta pienamente le aspettative e si presenta live in Italia dopo i successi di Parigi e Londra nell’autunno 2008, dove ha pienamente convinto due fra le platee più esigenti d’Europa.
Oltre all’inedito “Tutto l’Universo Obbedisce all’Amore” e alla splendida collaborazione con Antony, talentuosa rivelazione degli ultimi anni, il grande passato della musica italiana e internazionale domina il concerto nella nuova originale veste elaborata da Battiato, sapiente ‘interprete orchestratore’, come egli stesso si definisce: Sitting on the Dock of the Bay di Otis Redding, Il Carmelo di Echt di Juri Camisasca, uno degli autori con cui Battiato aveva brillantemente collaborato nella sua giovane carriera milanese.
Poi Il Venait d’Avoir 18 Ans di Dalida, simbolo della magnifica stagione dei chansonnier dei primi anni ’60, come Alain Barriére e Gilbert Bécaud, e l’immancabile Sergio Endrigo, la cui capacità di scrivere canzoni così perfette da resistere alle intemperie del tempo ha sempre affascinato Battiato.
Nell’album Fleurs II, ma non nel live, molte delle canzoni vedono Battiato affiancato per la prima volta da alcune fra le voci più interessanti del panorama musicale internazionale.
Accompagnato dalla sua più rodata formazione, garanzia di assoluta armonia, Battiato ricreerà nel meraviglioso scenario offerto dal teatro romano di Ferento la magia di canzoni splendide in un contesto semplice e raccolto, perfetto per questo repertorio prezioso sia nei testi sia nelle musiche.
Ufficio Stampa Provincia di Viterbo
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Una guida per imparare "Le strade dei parchi"
Acquapendente - Progetto pr la promozione degli itinerari naturalistici
Viterbo - 10 luglio 2009
- Acquapendente e la Riserva Naturale Monte Rufeno, “trovano ulteriore veicolo di promozione” nell’agile guida “Le strade dei Parchi” appositamente redatta dalla Regione Lazio (Assessorato Ambiente e Cooperazione tra i Popoli) e dall’Agenzia Regionale Parchi.
Nata come progetto di promozione di itinerari naturalistici nei parchi del Lazio , si pone come obiettivo l’interconnessione tra loro. Non solo ai fini della conservazione della natura e delle biodiversità. Ma anche per la fruizione ai cittadini attraverso il turismo sostenibile.
Acquapendente e la sua area protetta, sono stati inseriti nell’itinerario denominato “Lazio Etrusco” che parte da Roma e giunge proprio nel centro alto viterbese ripercorrendo le vestigia degli antichi popoli laziali. Indicato da una apposita segnaletica stradale , è corredato da pannelli informativi multilingue che corrispondono ad altrettante tappe di interesse naturalistico, storico e paesaggistico, il percorso è accompagnato da un portale internet: www.lestradedeiparchi.it e da una guida illustrata, contenente una cartina di dettaglio e indicazioni sui servizi e opzioni fruibili presso le numerose tappe che intervallano gli itinerari.
Parallelamente ad un’itinerario che intende proporre un modo più attento e riflessivo di percorrenza, distante dal cosiddetto “mordi e fuggi” e legato invece a curiosità, sapori, profumi , alla conoscenza delle persone e degli aspetti più remoti dei luoghi, per una fruizione consapevole e gratificante degli ambienti naturali, gli elaboratori della guida ne hanno “messi in essere” altri quattro: itinerario dei parchi montani, itinerario delle forre etrusche e della Valle del Tevere, itinerario geologico cimino-vicano e itinerario del salto cicolano.
Fonte: TusciaWeb.
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Catalina Sava
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Notti Lucenti a Tuscania

TUSCANIA (VITERBO) / 10-07-2009
TUSCIA, VITERBO: NOTTI LUCENTI / a Tuscania, il Supercinema ospita la danza
Come di consueto il Supercinema ospita la danza. Il magnifico spazio recuperato dall’ass. Tuscania d’Arte, grazie anche al progetto Officine Culturali finanziato dall’Assessorato Cultura Sport e Spettacolo della Regione Lazio, vedrà protagonista la Nuova Sat Danza Compagnia Caputo Senica sabato 11 luglio con replica domenica 12 luglio alle 21.
Lo spettacolo Notti Lucenti realizzato con il contributo della Regione Lazio, la collaborazione delle Officine Culturali Tuscania e dell’Università della Tuscia con il CUT La Torre, è stato presentato lo scorso fine settimana a Viterbo all’interno della rassegna Bande Sonore ed è stato replicato a Roma presso il Nuovo Teatro Colosseo per tre serate, riscuotendo interesse e curiosità fra il pubblico, intervenuto numeroso. Sabato e domenica sarà in scena a Tuscania.
L’impianto coreografico si ispira al fenomeno delle nubi nottilucenti visibili ad alta quota, solo quando il sole è sotto l’orizzonte e da luoghi ad alta latitudine geografica. Un fenomeno misterioso ed affascinante che ha stimolato l’idea di una “Danza notturna” contemporanea che si sviluppa all’interno di una precisa partitura musicale in un’atmosfera segnata dal ritmo del disegno luci e delle immagini video.
La regia e la coreografia sono affidate a Rachele Caputo e Franco Senica, conosciuti nel mondo della danza a livello nazionale e internazionale grazie alle numerose collaborazioni con artisti di fama mondiale come Enzo Cosimi, Jean Michel Rabeux e Virgilio Sieni; interpreti dello spettacolo insieme ai due coreografi, le danzatrici Sara De Santis e Marcella Mancini, affiancate dal lavoro dell’attrice Patrizia Bettini e dalla violoncellista Laura Beneitez, in esecuzione dal vivo.
Le luci e gli interventi video sono curati da Andrea Paciotto, regista di Offucina Eclectic Arts di Spoleto, attualmente direttore della sezione Fringe del 52° Festival dei Due Mondi, che ha spesso portato i suoi lavori nella città di Viterbo.
La colonna sonora è stata cura di Marco Schiavoni, nome di spicco nella composizione musicale per la danza, mentre i costumi e gli oggetti di scena sono di Mario Romano.
Ancora una volta il Supercinema si aprirà alla danza che a Tuscania sembra aver trovato ormai da anni il suo luogo naturale di espressione, grazie al duro lavoro di tantissimi operatori dello spettacolo, associazioni e artisti che hanno contribuito nel tempo alla crescita e al radicamento sul territorio di questa Arte sublime.
Fonte: Uno Notizie
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Mini tour nella Tuscia per presentare il libro sul ventennio fascista
09/07/2009
"1932" DI ANTONELLO RICCI
"1932" è l’ultima fatica letteraria di Antonello Ricci pubblicata nella collana Istantanee dall’Editore Davide Ghaleb
Il “racconto metricato” di Ricci è nato dall’esperienza artistica intitolata Sottassedio che l’autore, insieme con il suo gruppo teatrale, ha portato in questi anni nell’area viterbese, approdando anche sui palcoscenici romani.
Il lavoro è scaturito in forma libris dall’incontro con l’editore e porta con sé, oltre a una rilettura storica del ventennio fascista, un carico di energia e di passione per certi versi insuperabile. Lo testimoniano alcuni passi dell’introduzione firmata dallo stesso Ricci: “Preparare noi stessi è fondamentale. Ma non basta. Occorre desiderio ardente. Cieca fiducia. Capacità di ascolto e di abbandono. Accanto ai ferri del mestiere serve amore. Per la vita. Fino in fondo”. E ancora nell’incipit: “L'avevo nel cuore da otto anni, questo libro, in otto giorni l'ho scritto. Grazie, vita mia”.
Per la promozione e la conoscenza di 1932 è stato allestito un vero e proprio mini-tour di presentazioni che collegherà diversi centri storici della Tuscia. Si partirà da Viterbo il 17 luglio. Poi toccherà a Farnese, Cellere, Latera, Bolsena, Vetralla, Acquapendente, Ischia di Castro e Montefiascone. Un percorso articolato attraverso l’intera estate per far conoscere il più possibile le storie narrate in 1932.
Ricci sarà artefice di queste presentazioni-racconto, lo accompagneranno Olindo Cicchetti e Alfonso Prota (consulente artistico del libro), due compagni inseparabili dalle comuni esperienze di impegno civile, culturale e artistico. A cornice i disegni che il quindicenne Lorenzo, figlio di Antonello, ha appositamente realizzato ispirandosi al racconto.
Dunque primo appuntamento, da non mancare, venerdì 17 luglio, ore 19.00, a Viterbo, in piazza del Gesù, nell’ambito di EstasiARCI, il contenitore culturale estivo dell'Arci di Viterbo, che promuove realtà artistiche locali, utilizzando spazi storici delle città alla ricerca di un incontro-confronto tra generazioni e culture altre.
Fonte: ViterboOggi.
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Ricchezza per pochi, al Lazio il primato della disuguaglianza sociale

ROMA - Il Lazio e' la prima regione italiana per disuguaglianza nella concentrazione della ricchezza: oltre un quarto del reddito regionale e' detenuto da appena il 5% dei cittadini. Il 12,1% della popolazione costituisce la cosiddetta fascia di "poveri" che non arriva a 10.000 euro l'anno, il 15,3% quella a rischio poverta', compresa tra i 10.000 ed i 15.000 euro annui, mentre i due terzi dei cittadini del Lazio (il 62,5% dei contribuenti per la precisione) rappresentano la cosiddetta fascia media con redditi da 15.000 a 50.000 euro annui. Tra le province, Roma e' naturalmente quella più ricca, Frosinone la più povera. Questi i dati più interessanti della ricerca Eures, presentata alla Provincia di Roma, su "Economia, reddito e bisogni delle famiglie del Lazio".
La ricerca, commissionata dall'Upi (Unione province italiane), e' stata presentata dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, dal presidente dell'Eures, Fabio Piacenti, e da quello della stessa Upi Edoardo del Vecchio. "Si tratta di un'indagine campionaria realizzata i primi dell'anno- ha spiegato proprio quest'ultimo- per il Lazio il dato significativo e' la scarsa distribuzione della ricchezza tra cittadini ed anche tra diverse province".
ROMA LA PROVINCIA PIÙ RICCA, FROSINONE LA PIÙ POVERA - La ricerca Eures parla chiaro: il Lazio ha il primato nazionale di concentrazione della ricchezza con un indice di 0,339 a fronte della media nazionale dello 0,322 quando il valore 1 rappresenta l'equidistribuzione. Roma e' la citta' con il reddito più alto con 13.980 euro annui rispetto ai 12.470 del Lazio. Più indietro Rieti (9.521), Viterbo (9.418), Latina (8.401) e Frosinone (7.835).
8 luglio 2009
Fonte: Agenzia Dire.
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Catalina Sava
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