di Massimo Malpica - sabato 22 dicembre 2007
Anzio come Cittadella. Nel comune in provincia di Padova un mese fa il sindaco ha approvato un’ordinanza che subordina la concessione della residenza a una serie di requisiti, quali un contratto di lavoro con un reddito che garantisca la sussistenza e un domicilio decoroso. E ora «casa e lavoro» potrebbero diventare requisiti essenziali anche per gli stranieri, comunitari o extracomunitari, che vogliano chiedere la residenza ad Anzio. La proposta è del coordinatore di Alleanza nazionale nel comune lidense, Umberto Succi. «Ho presentato un’istanza alla giunta per attuare anche da noi la delibera di Cittadella, che permetterebbe di attenerci a quelle che sono le nuove norme della Ue, recepite in Italia, che prevedono che i residenti abbiano un contratto di lavoro, una tessera sanitaria, un alloggio abitativo regolare», esordisce l’esponente di An.
Non teme che l’iniziativa venga letta come un provvedimento discriminatorio?
«Spero di no. Noi non neghiamo il diritto di ciascuno a chiedere la residenza, ma proponiamo solo una maggiore attenzione nel concederla, attraverso quanto previsto dal decreto varato dal governo, per evitare situazioni di disagio sociale. Ma non è un ragionamento razziale. So bene che i comunitari e gli extracomunitari possono insediarsi a pieno titolo nella nostra comunità ma, come dice Gianfranco Fini, per farlo devono attenersi alle regole e alle normative vigenti. Mi sembra ragionevole».
C’è una convivenza difficile con gli stranieri ad Anzio?
«Più che altro i problemi riguardano le loro condizioni di vita. Ci sono due o tre edifici con un forte accentramento di cittadini extracomunitari, che loro malgrado vivono in decine in poche stanze, in una situazione dove vengono a mancare le più elementari norme igienico-sanitarie. Ritengo che sia poco civile e poco umano permettere a queste persone di abitare ammucchiate in quattro-cinque per camera, senza bagno, spesso in case prive dei requisiti minimi di abitabilità. Sarebbe più solidale lasciarceli? Io ne dubito. E ne dubiterei anche se non fossero stranieri ma italiani».
Che reazione ha avuto la proposta?
«Il sindaco, Candido De Angelis, anche lui di An, l’ha recepita, ora sta studiando l’ordinanza adottata a Cittadella. Io spero che ci sia presto un confronto all’interno della maggioranza, per poi arrivare a un dibattito, aperto e senza pregiudizi, in consiglio comunale».
L’opposizione potrebbe non essere d’accordo.
«Perché no? Nella mia proposta non c’è alcun intento discriminatorio, razziale o ideologico. Dico solo che è giusto che tutti abbiano la residenza, ma prevedendo il rispetto di alcuni criteri, che sono essenziali e auspicabili per gli stessi richiedenti. E garantirebbero maggior sicurezza per tutti e una convivenza più pacifica. Al Nord spesso c’è esasperazione perché sono frequenti i reati commessi da bande criminali straniere. Qui dovremmo intervenire prima che capiti lo stesso. Si parla tanto delle infiltrazioni camorristiche nel nostro territorio: lasciare gli stranieri vivere qui in maniera precaria, da disperati, li renderebbe facile manovalanza per la criminalità nostrana».
Fonte: Il Giornale.
lunedì 24 dicembre 2007
«Stranieri, Anzio come Cittadella»
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sabato 22 dicembre 2007
Italia-Romania: Un accordo per i rom
Progetti comuni per favorire l'inclusione e informare sulle opportunità di lavoro. Ferrero: "Serve forte responsabilizzazione di ogni Paese"
ROMA - Ieri mattina a Bucarest il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il Ministro del Lavoro romeno Paul Pacuraru hanno siglato un accordo di collaborazione tra Italia e Romania per ridurre in entrambi i paesi la povertà e l'emarginazione sociale dei cittadini romeni, in particolare dei rom. L'obiettivo è l'innalzamento della qualità della vita dei romeni, rom inclusi, e il contenimento dei flussi migratori nel nostro paese. L'intesa prevede la realizzazione di progetti, anche congiunti, e l'utilizzo di fondi nazionali e comunitari. I progetti avranno carattere multidisciplinare e riguarderanno non solo il lavoro ma anche l'educazione e l'abitazione. I due paesi si sono impegnati a reperire risorse in tal senso per programmi, innovativi e sperimentali, per l'integrazione sociale dei romeni che vivono in situazioni di emarginazione socio-economica e della comunità rom attualmente presenti in Italia e Romania. L'Italia metterà a disposizione della Romania le conoscenze finora raggiunte nonché lo scambio di buone prassi in materia di inclusione sociale. Sarà inoltre favorita nel nostro paese (come ha già cominciato a fare il governo romeno) l'informazione ai cittadini romeni, inclusi i rom, sulle opportunità di lavoro ed inclusione sociale che esistono nel loro paese di origine. ''L'accordo, che ha come presupposto il rispetto delle norme Ue per la libera circolazione delle persone, è importante soprattutto rispetto alla minoranza rom, che è la più grande in Europa, e nasce per migliorarne le condizioni di vita" ha detto il ministro Ferrero. "Tale miglioramento va necessariamente inserito in un contesto europeo ma presuppone una forte responsabilizzazione di ogni paese in cui vivono i rom. Il tutto senza annullare le identità culturali delle persone".
Scarica Il testo dell'accordo
(21 dicembre 2007)
Fonte: Stranieri in Italia
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Adozioni: un contributo per quelle internazionali
21/12/2007
Chi ha adottato un bambino straniero nel 2007 avrà un rimborso spese. Lo ha annunciato ieri il ministro Bindi in occasione dell'insedimento della nuova Commissione Adozioni Internazionali
Chi ha adottato un bambino straniero, nel 2007, avrà un rimborso spese. Un contributo di 1200 euro, che si aggiunge alle quote di deducibilità già in vigore e alla rimborsabilità del 50% di tutte le spese. Lo ha annunciato ieri il ministro Bindi nella conferenza stampa che ha seguito l'insedimento della nuova Commissione Adozioni Internazionali (CAI).
Il contributo andrà alle circa 3mila famiglie che hanno adottato nel corso del 2007 e – pare di capire dalle prime notizie diramate dagli uffici del ministro Bindi – anche alle circa 11mila che l'adzione non l'hanno ancora conclusa, ma che hanno già conferito l'incarico agli enti. Il ministero della famiglia parla esplicitamente di 10-11mila coppie, in questo senso, per cui pare vi rientrino anche coppie che hanno conferito l'incarico prima del 2007. Lo stanziamento complessivo è di 16 milioni di euro, presi dal Fondo nazionale per la famiglia.
«L'adozione internazionale è l'unico diritto del minore per il quale occorre trovare non solo una famiglia disposta all'accoglienza, ma anche una famiglia che paghi», dicevano in autunno i sostenitori delle due campagne per la gratuità dell'adozione internazionale. Gli emendamenti alla Finanziaria sono stati bocciati, ma dal Senato e dalla Camera erano usciti due ordini del giorno che impegnavano il Governo a valutare la cosa. Lo stesso presidente Napolitano aveva dichiarato il proprio sostegno alla campagna. Silenzio invece del ministro Bindi, che però – evidentemente – ha lavorato per questa “sorpresa”.
Il comunicato del Ministero dice in proposito: «Aggiungendo il nuovo contributo alla normativa vigente, l'obiettivo di garantire la gratuità delle spese sostenute in Italia è sostanzialmente raggiunto». Facendo due conti spannometrici, sembrerebbe che il Ministero dica il vero, ovviamente per le spese procedurali sostenute in Italia: le campagne per la gratuità dell'adozione prevedevano una copertura di spesa di 35/37 milioni di euro, a fronte di una spesa media di 30mila euro, metà dei quali relativi a costi procedurali e metà a spese di viaggio e soggiorno all'estero. I 16milioni di euro stanziati dalla Bindi non sono troppo lontani dalla metà della cifra richiesta.
Resta il capitolo spese all'estero, senza il quale non si può comunque parlare di gratuità dell'adozione. Chi ha adottato nel 2007 si deve accontentare, ma – continua il comunicato - «a partire dal prossimo anno si vuole garantire gradualmente il rimborso totale delle spese, comprese quelle sostenute all'estero».
Nel corso della presentazione della nuova CAI è stata annunciata la nascita della Linea CAI, un servizio per la comunicazione, l'ascolto e l'informazione. Entro la fine del 2007 sarà definito un numero verde dedicato. Il ministro Bindi ha anche presentato i dati relativi al secondo semestre della attività della CAI. Da gennaio a giugno erano state concluse 1.676 adozioni verso l'Italia. Da luglio al 30 novembre sono arrivati altri 1.396 bambini. Complessivamente le adozioni concluse nel 2007 (al 30/11) sono 3.072. L'anno scorso (al 31/12) erano state 3.188. Per questo secondo semestre, i bambini sono arrivati da 44 Paesi diversi. In testa alla lista ci sono Colombia (177 bambini), Federazione Russa (164), Brasile (154), Ucraina (135), Etiopia (121) Vietnam (102), Cambogia (80), Polonia (72). Un solo bambino è arrivato da Nepal, Albania, Macedonia, Ciad, Kyrghystan, Tanzania.
Fonte: Vita.
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Se menţin controalele simplificate la frontierele României şi Bulgariei
21 DECEMBRIE 2007
Membrii Comisiei pentru Libertăţi Civile din Legislativul de la Strasbourg au aprobat extinderea controalelor simplificate la frontierele externe ale Bulgariei şi României, se arată într-un comunicat al PE. Acest sistem va premite celor două noi state membre UE recunoaşterea unilaterală a unor documente emise de statele din spaţiul Schengen pentru persoanele care efectuează vizite cu o durată mai mică de cinci zile.
Prin două decizii adoptate în 2006, li se permite statelor membre simplificarea controalelor la graniţa externă pentru cetăţenii statelor care nu sunt membre UE, posesori ai unor documente emise de statele membre ale spaţiului Schengen. Regimul de recunoaştere a acestora este unilateral, opţional şi se limitează la vizite de tranzit cu o durată de mai puţin de cinci zile. Astfel, România şi Bulgaria au posibilitatea de a aplica noile reglementări sau de a continua să emită vize naţionale. (M.T.)
Sursa: Gandul.
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VT: Concerto di Capodanno
I RE DEL VALZER PROTAGONISTI DEL CONCERTO DI CAPODANNO
Sono passati pochi giorni da quando è stata presentata la convenzione tra il Comune e la Fondazione Carivit per la valorizzazione dell'Orchestra Sinfonica Giovanile della Scuola Musicale Comunale e il primo concreto segnale di questa collaborazione è già arrivato. Sono infatti il Comune, la Scuola Musicale e la Fondazione Carivit a presentare il tradizionale Concerto di Capodanno, che si terrà il prossimo 1 gennaio alle 17,30 al Teatro Unione. Il complesso da camera dell'Orchestra Sinfonica Giovanile di Viterbo si esibirà con la direzione del Maestro Luis Rafael Salomon Anche quest'anno il programma, dal titolo Johann Strauss i Re del Valzer, riferendosi ai compositori, padre e al figlio, dallo stesso nome, presenta pagine note e tanto amate dal pubblico, in un crescendo che con la Marcia di Radetski concluderà il concerto. Una curiosità su quella che puo essere ormai considerata la colonna sonora del capodanno: Forse non tutti sanno che la Marcia di Radetski, con la quale si concludono quasi tutti i concerti straussiani, fu composta da Johann Strauss padre in omaggio al "Grande Generale e all'armata imperialregia", quando nel 1848 giunse a Vienna la notizia che il ferreo Radetsky, dopo aspri combattimenti, aveva ripristinato l'ordine in quella parte d'Italia, il Lombardo-Veneto, dominata dalle truppe austro-ungariche. I biglietti, al popolarissimo costo di 5 euro, sono in vendita presso il botteghino del Teatro fino ad esaurimento.
Ufficio Stampa Comune di Viterbo
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Etilometro, giro di vite durante le feste
In Italia il 40 per cento degli incidenti stradali è causato dall’alcol
A quanto apprende Ign, sono previsti 100 mila controlli entro il 31 dicembre, per un totale di 800 mila test nel 2007. E l'anno prossimo saranno due milioni. Nessuna deroga per la notte di Capodanno al divieto di vendita di alcolici dalle 2 di notte
Roma 21 dic. (Ign) - Giro di vite, durante le feste natalizie, nei controlli sulla guida in stato di ebbrezza. A quanto apprende Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, se nel corso del 2007 la Polizia stradale ha già effettuato 700 mila test con l'etilometro, entro il prossimo 31 dicembre il numero complessivo delle verifiche salirà a 800 mila. E nel 2008 saranno due milioni.
Nessuna deroga poi, neanche per la notte di Capodanno, al divieto di vendita di alcolici dalle 2 di notte alle 6 del mattino. A nulla sono valse le proteste dei gestori dei locali che chiedevano una sospensiva della legge, entrata in vigore il 2 ottobre scorso, almeno per la notte di san Silvestro.
Il test con l'etilometro, che consiste nel soffiare due volte, a distanza di cinque minuti, in un tubicino collegato a un apparecchio, permette di misurare la concentrazione di alcol nel sangue. Per porsi alla guida di veicoli senza incorrere in sanzioni penali, essa deve essere inferiore a 0,5 grammi per litro.
Per rendere l’idea, basti dire che 12 grammi di alcol (che comportano una concentrazione di 0,2 grammi di alcol nel sangue in una persona di circa 60 chili di peso a stomaco pieno) corrispondono in linea di massima a: 1 bicchiere classico da vino (125 ml); 1 lattina di birra (330 cc); 1 bicchierino di superalcolico (40 ml); 1 bicchiere di aperitivo (80 ml). Ma va precisato che peso, sesso ed età influenzano il metabolismo dell'alcol e possono quindi anche essere determinanti nel raggiungimento o meno del limite previsto dalla legge. In ogni caso, per superare lo 0,5 g/l basta poco. Ma la rigidità della normativa è giustificata dal fatto che a oggi – si legge nel sito internet della Polizia di Stato - il 40 per cento degli incidenti stradali in Italia è causato dall’alcol.
E con il nuovo decreto legge del 3 agosto 2007, le sanzioni sono ancora più severe: oltre alla sottrazione di 10 punti sulla patente (20 per i giovani che hanno preso la patente dopo il primo ottobre 2003 e da meno di 3 anni), le multe partono da 500 euro ma, a seconda del tasso alcolemico, possono arrivare fino a 6.000 euro. Nei casi più gravi (oltre 1,5 g/l), è anche previsto l'arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente da uno a due anni. Quando poi una persona in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni vengono raddoppiate. Ed è comunque meglio non rifiutarsi di sottoporsi al test: altrimenti, ci si prepari a mettere mano al portafogli per pagare una multa salata (da 2.500 a 10.000 euro) e a rinunciare all'auto per qualche mese (180 giorni).
Fonte: Adnkronos Ign.
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Semnarea Cartei Drepturilor Fundamentale
14-12-2007
Carta Drepturilor Fundamentale
In cadrul unei ceremonii oficiale, preşedintele Parlamentului European, Hans-Gert Pöttering, preşedintele Comisiei Europene, José Manuel Barroso şi preşedintele în exerciţiu al Consiliului Uniunii, José Sócrates, au semnat, miercuri, la Strasbourg, Carta Drepturilor Fundamentale.
Prevederile Cartei
Carta Europeană pentru Drepturile Fundamentale stabileşte, într-un singur text, o serie de drepturi civile, politice, economice, sociale pe care le au cetăţenii Europeni şi toate persoanele cu rezidenţă pe teritoriul Uniunii Europene - drepturi definite ca valori comune ale Uniunii.
Obiectivul Cartei constă în asigurarea unei vizibilităţi sporite a acestor principii, în vederea consolidării protecţiei drepturilor fundamentale, după schimbările din societate, progresele sociale şi evoluţiile ştiinţifice.
Previziunile Cartei se aplică instituţiilor, agenţiilor Europene şi Statelor Membre doar când aplică legea comunitară. Carta nu stabileşte prerogative noi pentru Uniune. Dacă Tratatul de la Lisabona va fi ratificat de toate Statele Membre, Curtea Europeană de Justiţie va fi instituţia care se va asigura de respectarea prevederilor Cartei, în întreaga Uniune.
Drepturile cetăţenilor Europeni
Demnitate: demnitatea umană, dreptul la viaţă, dreptul la integritate, interzicerea torturii şi a tratamentelor degradante sau inumane, interzicerea sclaviei şi a muncii forţate;
Libertate: dreptul la libertate şi securitate, respectarea vieţii private şi de familie, protecţia datelor personale, dreptul la căsătorie şi la formarea unei familii, libertatea de gândire, de exprimare, de apartenenţă religioasă, dreptul la informare, libertatea de asociere, libertatea artelor şi a ştiinţelor, dreptul la educaţie, libertatea de a alege o ocupaţie şi de a munci, libertatea de a începe o afacere, dreptul la proprietate, dreptul la azil, protecţie în caz de expulzare sau extrădare;
Egalitate: egalitate în faţa legii, nediscriminare, egalitate culturală, religioasă şi lingvistică, diversitate, egalitate între bărbaţi şi femei, drepturile copiilor, drepturile persoanelor în vârstă, integrarea persoanelor cu disabilităţi.
Solidaritate: drepturile lucrătorilor la informare şi consultare, dreptul la acţiuni colective, dreptul la acces la serviciile de plasare, protecţie în caz de demitere nejustificată, condiţii corecte de muncă, interzicerea folosirii copiilor pe piaţa muncii, protecţia tinerilor la locul de muncă şi în viaţa profesională şi de familie, securitate şi asistenţă socială, protecţia consumatorilor, protecţia mediului înconjurător, acces la servicii de sănătate şi interes general.
Drepturile Cetăţenilor: dreptul la vot şi la participarea în alegerile pentru Parlamentul European, în alegerile municipale, dreptul la o bună administraţie, la acces la documente, la Mediatorul European, la petiţii, libertatea de mişcare şi de rezidenţă, protecţie consulară şi diplomatică;
Justiţie: dreptul la un proces corect, la prezumţia de nevinovăţie, dreptul la apărare, dreptul la legalitate şi proporţionalitate în dosarele penale, dreptul de a nu fi judecat sau pedepsit de două ori pentru aceeaşi crimă.
Toate acestea sunt stabilite în baza drepturilor şi a libertăţilor fundamentale deja recunoscute de Convenţia Europeană a Drepturilor Omului, de Carta Socială a Consiliului Europei, de Carta Comunitară pentru Drepturile Sociale Fundamentale ale Lucrătorilor şi de alte convenţii internaţionale, în care Uniunea Europeană sau Statele sale Membre sunt părţi.
Proclamarea Cartei a avut loc cu o zi înaintea semnării, în capitala Portugaliei, a noului Tratat European, de şefii de stat şi de guvern ai Uniunii. Ceremonia a fost însă întreruptă de câteva ori de o minoritate de Deputaţi Europeni aşezaţi pe ultimele rânduri din hemiciclul din Strasbourg, care au scandat "referendum". Minoritatea însă a fost înfrântă însă de aplauzele majorităţii Deputaţilor Europeni.
Intervenţii pe marginea comportamentului deputaţilor minoritari
Francis Wurtz a condamnat ferm acţiunea minorităţii. El a spus că "grupul său este în favoarea unui referendum, dar că acest lucru nu are nimic de-a face cu atitudinea minorităţii care a strigat în incinta Parlamentului". Graham Watson a cerut oficial ca în viitor, cei cu astfel de comportamente să fie daţi afară din Parlament. "Aceşti Deputaţi au adus, astăzi, atitudinea de huliganism de pe stadioane în Parlamentul European". Cohn Bendit a declarat că Parlamentul a fost şocat de atitudinea minorităţii, dar a cerut "să nu se dramatizeze situaţia". "Dacă au fost 50 de idioţi în Parlament care au strigat, au fost 700 oameni cu raţiune". Bonde a declarat că nu este anti-democrat şi că "provine dintr-o tradiţie diferită". "Tot ceea ce am făcut a fost să port un tricou pe care scria Referendum".
Sursa: Parlamentul european
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