mercoledì 31 marzo 2010
Pasqua e Pasquetta nella Tuscia viterbese
Abbiamo il piacere di comunicarLe alcuni appuntamenti in svolgimento nei giorni del ponte di Pasqua :
Capodimonte, venerdì 2 aprile 2010, ore 16.00
Chiesa di Santa Maria Assunta
Maria Matrem
Concerto per la Passione
Musiche di Musorgskij, Bach, Berlioz, Dowland, Gluck, Handel, Pergolesi, Scarlatti.
Soprano M. Morena Lepri, chitarra Emanuele Lupidi, pianoforte Massimo Bianchini
Info: Comune di Capodimonte tel. 0761.870043
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Civitella d'Agliano, sabato 3 aprile 2010, ore 21.00
Torre dei Monaldeschi (piazza Unità d'Italia)
La Passione secondo Giovanni: il potere e l'amore: sacra rappresentazione.
Testo di don Martino Bruno, adattamento per la scena di Francesco Peleggi
Info: 0761.914885 – www.comunecivitella.it
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Vulci (Montalto di Castro), sabato 3 aprile 2010
Escursione alla metropoli etrusca organizzata dall'associazione "Thesan".
Ritrovo per la partenza alle ore 9.00 alla stazione di Porta Romana di Viterbo.
Info: 349.4409855
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Arlena di Castro, domenica 4 aprile 2010, ore 21.30
Trasporto della Macchina del Cristo risorto: percorso lungo le vie del paese, oscurate e illuminate soltanto da fiaccole. Al termine si svolgerà uno spettacolo pirotecnico
Info: 0761.430951
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Bolsena, domenica 4 aprile 2010, ore 21.00
Teatro comunale S. Francesco (piazza Giacomo Matteotti)
Concerto di Pasqua
Info: 0761.799923
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Calcata, domenica 4 aprile 2010
Pasqua e pasquetta in pace perfetta
Ore 11.00: colazione pasquale a base di uova sode colorate, pizza al formaggio e vino rosso, promossa e organizzata dal Circolo vegetariano
Info: 0761.587200 – www.circolovegetarianocalcata.it
Associazione culturale "Il Granarone" (via di Porta Segreta, 8)
IX edizione della mostra dell'Uovo d'artista
Trenta artisti partecipano alla grande mostra di Pasqua con pitture, sculture, installazioni, poesie.
Aperta fino a martedì 5 Aprile con ingresso libero.
Ore 18,30: "Voce & piano" in concerto con Antonella Gualandri al pianoforte e Aurora Pacchi-voce.
Il loro repertorio prevede nella prima parte canti pasquali, nella seconda parte brani musicali degli anni 30/60.
Ingesso tessera per il concerto 5 euro
Info e prenotazioni: 0761.587855 - info@ilgranarone.com
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Nepi, domenica 4 aprile 2010, ore 12.00
Arriva l'uovo di Pasqua
Alle ore 12.00, in piazza del Comune, un uovo di Pasqua alto 4 metri e mezzo viene rotto e distribuito ai presenti
Info: 0761.5581310 – 338.7553645 (Pro loco)
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Tarquinia, domenica 4 aprile 2010
Processione del Cristo risorto
Partenza alle ore 18.00 dalla chiesa di S. Giuseppe; percorso lungo le vie della cittadina; sosta all'ospedale (viale Igea) per la benedizione dei malati; sosta in piazza Matteotti per la benedizione ai cittadini e ritorno, alle ore 19.00, alla chiesa di S. Giuseppe.
Alle ore 18.00, la Macchina, con la statua lignea del Cristo risorto benedicente, esce dalla chiesa di S. Giuseppe e viene trasportata di corsa lungo le vie del paese da sedici giovani. Durante la corsa, è affiancata dai penitenti (nove, quante sono le chiese di Tarquinia), che portano grandi croci di legno di quercia adornate di fiori; dai cacciatori, che sparano colpi a salve dalle loro doppiette e dalla banda musicale che segna il ritmo della corsa suonando la marcia del Cristo risorto.
La statua lignea del Cristo risorto è stata disegnata nel 1831 da Pietro Tenerani, allievo di Antonio Canova, e realizzata da Bartolomeo Canini
Info: 0761.8491
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Vetralla, domenica 4 aprile 2010, ore 11.00
Duomo di S. Andrea
Santa Messa con la partecipazione del coro "Laus gloriae" e del complesso bandistico "Ottavio Pistella". Direzione artistica di Giuseppe Moscatelli e Maria Laura Oroni. Ingresso libero
Info: 0761.46691 – 338.8742235
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Torre Alfina (Acquapendente), lunedì 5 aprile 2010, ore 10.30
Camminata di Pasquetta: organizzata dall'assessorato allo Sport, turismo e ambiente del comune di Acquapendente in collaborazione con la riserva naturale di Monte Rufeno, il museo naturalistico del Fiore e la circoscrizione di Torre Alfina.
Si parte dal borgo di Torre Alfina, si attraversa la campagna inoltrandosi nei boschi, si entra nel parco di Monte Rufeno nell'area adiacente al museo naturalistico del Fiore. Pranzo al sacco al "Mulino". Rientro a Torre Alfina
Info: 0763.7309206 – 339.2680840 – turismo@comuneacquapendente.it
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Blera, lunedì 5 aprile 2010
Pellegrinaggio a piedi alla grotta di S. Vivenzio
Partenza da Blera alle ore 7.30 dalla chiesa di S. Maria Assunta, arrivo alla grotta alle ore 10.15; celebrazione della messa e pranzo; partenza alle ore 14.30 e ritorno alla chiesa di S. Maria Assunta alle ore 18.00.
S. Vivenzio è il patrono di Blera, primo vescovo della diocesi dal 457 al 484 d.C. Ogni anno, il lunedì di Pasquetta e la seconda domenica di maggio, gli abitanti della cittadina si recano in pellegrinaggio a piedi alla grotta di S. Vivenzio, nei pressi della necropoli rupestre etrusca di Norchia, percorrendo un tragitto di 12 chilometri. Durante il pellegrinaggio, vengono intonati canti popolari dai membri della confraternita "La bianca". Le pareti della grotta sono affrescate con pitture risalenti al XII-XIII secolo.
Info: 0761.470093
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Bomarzo, lunedì 5 aprile 2010
Poggiata a Monte Casoli
- Ore 6.00: Tamburo del Purgatorio: i cittadini vengono svegliati al suono di tamburi che percorrono le vie del paese; nel corso della mattina pellegrinaggio al santuario della Madonna di Montecasoli
- Ore 11.00: celebrazione della messa. Segue pranzo al sacco. Nel pomeriggio, nel piazzale del santuario, musica e danze con la fanfara della banda "Polimartium"
- Info: 0761.924021
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Calcata, lunedì 5 aprile 2010
Pasqua e Pasquetta in pace perfetta
Ore 11.00: passeggiata nella valle del Treja alla ricerca di erbe commestibili di primavera per imbandire la tavola con insalata di stagione, promossa e organizzata dal Circolo vegetariano.
Durante il convivio Vivere con gioia, con Sonia e le sue compagne
Info: 0761.587200 – www.circolovegetarianocalcata.it
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Monte Romano, lunedì 5 aprile 2010
Pasquetta al castello di Roccarespampani
- Ore 9.00: arrivo al castello
- Ore 9.30: colazione e aperitivo offerti dalla Pro loco
- Ore 10.00: visite guidate al castello seicentesco e al ponte di fra' Cirillo
- Ore 11.00: Arti e mestieri: dimostrazione della "ferratura" dei cavalli e preparazione di formaggio e ricotta
- Ore 12.00: pranzo
- Ore 14.30: Albero della cuccagna
- Ore 17.00: animazione
Menù del pranzo (compreso nella quota di partecipazione):
Antipasto di terra; penne alla boscaiola; secondo a scelta (braciola di maiale-spezzatino); contorno; dolce
Per partecipare è necessaria la prenotazione. La quota di partecipazione alla festa è di 20 euro, pranzo compreso. Ridotto per bambini 10 euro. Per partecipare alla festa senza usufruire del pranzo la quota è di 3 euro
Info: 320.2117480 – 392.8196292 – www.roccarespampani.it
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Valentano, lunedì 5 aprile 2010
Pasquetta a Villa Fontane: dalle ore 16.00 distribuzione di lupini, giochi popolari e albero della cuccagna.
Info: 0761.453001 – www.valentano.org
Vive cordialità.
Ufficio relazioni con il pubblico della Provincia di Viterbo
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Catalina Sava
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martedì 30 marzo 2010
Arriva a Viterbo "L'epatite B: Il tour", la campagna itinerante d'informazione sulla malatia
Appuntamento a Viterbo il 31 marzo ed il 1° aprile per la seconda edizione di “Epatite B: il tour”, la campagna itinerante di informazione sull’epatite B, che sta percorrendo l’Italia, da Sud a Nord, per promuovere informazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento tempestivo della malattia.
L’epatite B è una malattia virale che colpisce il fegato ed è una delle patologie più gravi e più diffuse del mondo. Oltre 700 mila persone in Italia sono affette da epatite B cronica: di queste, almeno la metà non sa di aver contratto l’infezione che, se non trattata, può evolvere in forme gravi come cirrosi epatica ed epatocarcinoma.
Un camper allestito a postazione mobile sosterà in città per incontrare i cittadini, che potranno ricevere il materiale informativo sulla patologia e parlare con un medico specialista per approfondire le informazioni sull’epatite virale di tipo B o per una consulenza sui rischi legati alla patologia, i sintomi e gli esami di laboratorio necessari ad una diagnosi precoce.
Mercoledì 31 marzo Piazza della Rocca 9.30 – 19.30
Giovedì 1 aprile Piazza della Rocca 9.30 – 19.30
Fonte: On Tuscia
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Anca Elena
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Gravissimo atto intimitadorio contro negozio romeno
Riceviamo questa mail da Edorado Poeta e molto volentieri la pubblichiamo.
Le riflessioni fatte da Edoardo le facciamo nostre ringraziandolo per averle condivise con noi.
Questo il testo della mail di Edoardo.
C'è del marcio a Magliano? Di sicuro delle uova, lanciate contro la saracinesca del negozio di gastronomia rumena appena aperto in viale XIII giugno. E la sensazione è di schifo. Ma non per il cattivo odore che promanava ieri - stando al racconto della brava Raffaella Di Claudio su Il Messaggero - dalle serrande del locale aperto lo scorso 19 marzo. Bensì il ribrezzo viene verso quegli imbecilli (sì, imbecilli) che hanno dimostrato di essere fuori dalla storia. Già, perché Magliano Sabina, nel suo essere crocevia di culture e di passaggi da sempre, mai ha avuto un approccio intollerante verso gli "altri". Se poi si aggiunge che questi "altri" sono esattamente come noi, i "nuovi cittadini" (la popolazione è arrivata a 3.920 residenti e non certo per gli autoctoni), l'atto rasenta il demenziale.
E' interessante sottolineare, poi, che la manifestazione di disprezzo ed ostilità passi proprio per il cibo. Una recente inchiesta a firma di Maurizio Mola, pubblicata da Incontri nella sua versione cartacea, ha dimostrato come le tavole dei maglianesi difettino di una cucina propriamente "tradizionale": il prodotto tipico è dato dalla somma di diverse provenienze gastronomiche, da quella romana per arrivare a quella umbra. Una pluralità che è ricchezza. D'altronde se si fa il raffronto con solo 20 o 30 anni fa - quando "esotici" erano uno wurstel, il ketchup o il kiwi - si consumano cibi che neanche avremmo mai immaginato. Lardo di Colonnata? Cous-cous? Lo speck? Mi sembrava esotico da ragazzo lo zampone di Modena, figurarsi il pane di Altamura o addirittura il kebab. Insomma, se fosse un atto per dimostrare un attaccamento alle tradizioni alimentari - che certo voglio sperare non siano fatte per questi imbecilli (sì, imbecilli) di uova marce - non posso allontanare da me l'immagine di chi cerca di arginare con un dito l'acqua che esce dall'idrante. Il mondo sta cambiando. E non solo nella direzione di un Cbo da McDonald's.
I rumeni, va detto, sono popolo eterogeneo ed insieme orgoglioso della propria identità: può sembrar bizzarro, ma anche noi italiani quando emigravamo facemmo lo stesso quanto meno per gli spaghetti. Si fanno arrivare i loro giornali in edicola. Quando possono, esaltano le loro tradizioni gastronomiche (con alterne fortune di mercato). Nel contempo vivono con noi, condividono le nostre feste e le nostre tristezze. Vivono con noi. Anzi sono - e forse questa sarebbe una grande scoperta per certi imbecilli (sì, imbecilli) - esattamente come noi: sono esseri umani.
Edoardo Poeta
Questo invece è l'articolo apparso su "Il Messaggero" di oggi.
L’episodio a Magliano Sabina dove già in passato erano comparse scritte minacciose sui muri
Intimidazione contro negozio romeno
Nella notte saracinesche e vetrine imbrattate con uova marce
di RAFFAELLA DI CLAUDIO
Uova marce sulle vetrine del negozio di prodotti tipici romeni di Magliano Sabina. E’ passata soltanto una settimana da quando hanno alzato le saracinesche, accolti dalla maggioranza dei maglianesi con affetto. Eppure, per i gestori del negozio di prodotti gastronomici romeni, primo nel suo genere e inaugurato il 19 marzo, ieri la giornata è iniziata con un’amara sorpresa. Intorno alle 9, orario in cui aprono tutte le attività commerciali, i gestori si sono recati in viale XIII Giugno, all’ingresso del paese, vicino alla pompa di benzina. Ma una volta giunti davanti all’ingresso hanno subito capito che c’era qualcosa di strano. Le vetrine erano state completamente imbrattate da qualcuno che nella notte si era divertito a lanciare una discreta quantità di uova contro le saracinesche. L’odore e le immagini non lasciavano dubbi.
E’ la prima volta che accade. L’ intento dei padroni del negozio è solo quello di lavorare e di mettere a servizio dei molti concittadini che vivono in Bassa Sabina un negozio che possa fungere da punto di riferimento per gli acquisti gastronomici. Inutile dire quanta amarezza abbiano provato ieri nel vedere imbrattato il proprio negozio. Subito hanno avvertito i carabinieri della stazione di Magliano che hanno raccolto le testimonianze dei gestori e si sono messi al lavoro per capire se sia trattato di un episodio isolato o di qualcosa di più complesso. Intanto, i titolari stanno valutando se sporgere o meno denuncia contro ignoti. A Magliano Sabina, dove da tempo si è insediata con successo una piccola comunità di cittadini rumeni che conta poco più di 100 persone le quali lavorano e vivono nella cittadina, episodi intimidatori simili non erano mai stati registrati. Certo sui muri di Porta Santa Croce, dove anche recentemente sono tornati a colpire i vandali dalla bomboletta di vernice spray facile, scritte di cattivo gusto rivolte anche ai cittadini romeni erano state notate, ma nessuno avrebbe mai creduto che qualcuno sarebbe potuto trascendere, compiendo un gesto intimidatorio in piena regola. Simili comportamenti di sicuro non possono essere derubricati in ragazzate o in un diversivo per passare il tempo.
Fonte: Il Blog di "Magliano Insieme"
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Anca Elena
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venerdì 26 marzo 2010
Concerti, Musica e Poesia e Ascolti guidati dal 18 Marzo al 21 Maggio 2010
E’ una Rassegna concepita e ideata dal Direttore Artistico del Teatro de L’Ascolto, Marco Damiani, in collaborazione con i Maestri della Scuola di Musica del Teatro e con gli Artisti dell’Associazione Sol Artium.
Verranno proposti dal 18 Marzo al 21 Maggio 2010, 8 rappresentazioni, in cui si potrà spaziare dai Concerti di Musica Classica a quelli di Jazz ,agli Incontri di Musica e Poesia con la tematica dell’Amore passionale con esempi dati dalla Letteratura e dalla Musica, al recital di Pianoforte con brani tratti dai grandi autori dell’Ottocento e del Novecento e agli Ascolti guidati in cui si affronterà in maniera molto coinvolgente con delle citazioni ed esempi sempre accattivanti il rapporto tra la Musica e l’Emozione e gli aspetti dialogici della componente del Suono.
Venerdì 26 Marzo ore 21.00
“L'Ascolto Classic Lab”… and friends
C.Smarandescu (clavicembalo e pianoforte)
R.Giusto (chitarra)
M.Mattucci (sax)
M.Damiani (violoncello)
and friends:
A.Delle Fratte, R. Proietti, A. Pascu (clavicembalo e pianoforte),
F. Pineider, D. Marangoni (chitarra), E. Pouchain (sax)
Musiche di: J.S. Bach, A. Vivaldi, D. Scarlatti, A. Diabelli, C. Saint-Saens, I. Albeniz
In questo secondo Concerto della rassegna “L’ascolto in Concerto”, si potrà assistere all’esibizione dell’”Ascolto Classic Lab” formato da: C.Smarandescu (clavicembalo e pianoforte),R.Giusto(chitarra),M.Mattucci (sax) e M.Damiani (violoncello).
I quattro artisti , oltre ad essere insegnanti presso la Scuola di Musica del Teatro de l’Ascolto, hanno al loro attivo una grande esperienza concertistica maturata sia nei più importanti palcoscenici Romani, che in quelli Italiani ed Internazionali.
In questo Concerto si esibiranno inoltre alcuni musicisti esordienti che provengono dal Laboratorio di Musica d’Insieme del M° A.Riderelli.
Sabato 27 Marzo ore 21.00
Il “ Conjunto Bossagora” presenta Batida diferente:
un viaggio musicale in Brasile al ritmo di Bossanova, Choro e Samba
Ottetto vocale con Luisa Bruno (direzione vocale e artistica)
Massimo Aureli ( chitarra) e Massimo Ventricini (percussioni)
Per Info e Prenotazioni:
Teatro de l’Ascolto - Via Veientana, 5a (Cassia)
Tel. 06/33251656 - 348 3836774
www.teatroascolto.org
teatrodelascolto@libero.it
In questo Concerto, Il Conjunto Bossagora, gruppo vocale composto da otto cantori elegantemente accompagnati dalla chitarra del Maestro Massimo Aureli e dalle percussioni del Maestro Massimo Ventricini,propone l'ascolto dei più bei brani tratti dalla MPB: musica popolare brasiliana dagli "Chorinhos" alla "Bossanova" al "Samba".
Sotto la direzione artistica di Luisa Bruno, che nel 2000 ha fondato il gruppo ideando tutti gli arrangiamenti vocali,il Conjunto Bossagora ha partecipato a manifestazioni di prestigio come la rassegna Jazz di" Villa Celimontana di Roma, Festival della musica etnica "Villa DoriaPamphili,"Rassegne vocali"Coramor", Festival della Musica brasiliana prima edizione alle Ville Aldobrandini di Frascati, Festival della coralità di Bolzano", numerose partecipazioni radiofoniche al programma di Radio Rai Uno "Brasil","Katerpillar", "Notturno".Nel 2009 è uscito il primo lavoro discografico: il cd intitolato "Vida",commentato positivamente dalle recensioni specializzate di riviste quali "Chitarre" e "Suono".
Ingresso Intero Euro 8,00
Ingresso Ridotto Euro 5,00
Comunicato Stampa
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Anca Elena
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Invito teatro a Calcata - Repliche
L'ingresso è gratuito, ma dato il ridotto numero di posti disponibili è
gradita la prenotazione.
Booking office: 0761 587839
email: cinabro.calcata@libero.it
info su: http://www.teatrocinabrocalcata.blogspot.com/
Comunicato Stampa
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Anca Elena
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Viterbo, in scena Vassilissa al tearaedro / Vassilissa, la bambina nella foresta della Baba Jaga
Lo spettacolo dal titolo “Vassilissa nella foresta della Baba Yaga” verrà portato in scena dall’attrice Marilena Muratori per la regia di Sista Bramini.
La storia si ispira alla fiaba tradizionale russa tratta dal libro “Donne che corrono coni lupi” di Clarissa Pinkola Estés e parla di una bambina, Vassilissa, che assiste la madre malata la quale, prima di morire, le lascia in eredità una bambola:“… prendi questa bambolina, è il mio dono per te con la mia benedizione materna; conservala con cura, non mostrarla a nessuno e nutrila quando ha fame. Se ti troverai in difficoltà, chiedile aiuto, essa ti dirà cosa fare…” e la preziosa bambolina verrà in aiuto della protagonista quando la matrigna deciderà di mandarla nella foresta della Baba Yaga a cercare il fuoco….
Il tema dello spettacolo è il momento della crescita momento necessario per superare le paure, separarsi e diventare autonomi e autonome.
La bambola di Vassilissa che in scena sarà un burattino, rappresenta l’amico immaginario che accompagna il bambino nelle difficoltà quotidiane, nei momenti di paura e gioia, fondamentali per diventare grandi e responsabili di sé.
Lo spettacolo messo in scena a regola d’arte è indicato per bambini di tutte le età e anche per un pubblico adulto che ha voglia di esplorare il mondo interiore.
Lo spettacolo è previsto in due repliche, una alle 16:00 ed una alle 17:30.
Per info e prenotazioni:
info@tetraedro.org
368 3750512 – 327 7482202 – 0761 1987135
Fonte: Uno Notizie
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Anca Elena
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Bagnoregio, apre lo sportello consumatori
Alle ore 17 in piazza Donatori di Sangue il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti taglierà il nastro alla presenza dell’assessore provinciale Aldo Fabbrini. Ci saranno gli interventi di Mauro Belli, direttore di Progetto Sviluppo Tuscia, Adoc-Lazio, responsabile dei consumatori alla Camera di Commercio di Viterbo, Vincenzo Peparello, presidente provinciale della Confesercenti e responsabile Turismo della Camera di Commercio di Viterbo, Stefano Signori, presidente provinciale della Confartigianato e membro dell’artigianato della Camera di Commercio di Viterbo, Laura Todini, presidente provinciale dell’associazione consumatori Adoc.
Lo sportello, aperto a tutti i cittadini consumatori, ai commercianti, agli artigiani, alle imprese, agli amministratori ed enti locali ed associazioni, curerà tutti i rapporti sui servizi alle persone ed alle aziende fornitrici di beni ed erogatrici di servizi. Il nuovo sportello Adoc fornirà servizi, informazione e maggiore protezione al consumatore in modo più capillare, per aiutare anche quella parte di persone che non ha la possibilità di spostarsi.
Lo sportello è pensato per permettere proprio a tutti di far valere i propri diritti di consumatori, cercando di dare la più efficiente assistenza e fornire un’adeguata educazione al consumo.
Fonte: On Tuscia
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Anca Elena
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lunedì 22 marzo 2010
Un focus sull'immigrazione
Forse. Forse non è più il caso di considerarli alla stregua delle merci. Magari sarebbe più coerente considerarli uomini. Di recente il più grande sociologo della contemporaneità, Zigmunt Bauman, di una società contemporanea liquida, ha scritto che solo con l’integrazione, l’incontro ed il confronto si potrà avere civiltà e progresso. Anche quel progresso che è tanto caro all’occidente illuminato; quel progresso economico che genera valore. In genere, si tende a considerare “l’immigrazione” come un fenomeno, come una procedura, una cosa che mobilità milioni di uomini a spostarsi verso un altra terra, un altro continente. Questi uomini sono etichettati con il sostantivo: “immigrati”. Quasi come a dire che loro, gli immigrati, non siano uomini come coloro che abitano, che vivono e agiscono secondo le logiche del mondo ricco. Che poi, il mondo ricco, è sempre uno spicchio di torta inferiore al resto. Coloro che , superficialmente, subiscono l’immigrazione sembra che soffrano di miopia. Non è una brutta parola, miopia. Miopia: non si riesce a vedere, a rendersi conto, che gli immigrati come li chiamano coloro che – vanno alla grande – sono uomini. Sono uomini, sicuramente, diversi per cultura, spesso credo ed organizzazione sociale. Al contempo, però, sono anche uomini esattamente uguali come gli altri.
Tra di loro ci sono gli onesti come i disonesti, i lavoratori come gli artisti, i profittatori, i religiosi, gli imprenditori, gli scrittori, madri e padri. A dirla tutta, magari, ci sono meno “bamboccioni”. Senza entrare in giudizi di merito , né politici nè civili nè sociali, il dato è oggettivo. Il fenomeno dell’immigrazione è un fatto; come lo è stato in passato. Una fisiologica emorragia di persone che emigra dal proprio paese, per disastri in genere economici, politici e sociali, con l’obiettivo di costruirsi un miglior futuro altrove. Dove: nei paesi che, malgrado l’incespicante andamento in cui va’ il mondo, si dicono essere i paese del benessere. Enumerare tutti gli stati sarebbe inutile. Certamente l’Italia è uno di questi. Un’altra cosa è importante rilevare. Malgrado gli oppositori, al confronto ed al dialogo, allʼintegrazione di queste persone, in passato ma anche adesso, le si sono provate tutte, per fermare l’emorragia.
In modo del tutto naturale ci si ritrova, oggi, una società sostanzialmente mista. Qualcuno direbbe per fortuna, i progressisti, altri direbbero peccato. Comunque sia , non solo la società ormai è multirazziale ma addirittura siamo alla seconda generazione di immigrati che popola, vive e lavora nel Paese. Presto le nuove generazioni si troveranno a crescere tra i banchi di scuola con, addirittura, la terza generazione di immigrati. Adesso, tralasciando la maniera con cui queste persone sono state accolte, qualora lo siano state, ed integrate nella società è fondamentale che anche il mondo delle imprese valuti la questione. Torniamo ad ipotizzare. Forse ,è possibile che gli immigrati siano una risorsa per le imprese. Una risorsa che arricchisce ed accresce il mercato del lavoro. Ancora, purtroppo, non a tutti i livelli; speriamo che per la terza generazione questo avvenga. Forse, è possibile che queste persone sono un potenziale target per vendere i prodotti. Forse è il caso di occuparsi di quei 5 milioni di immigrati che sono presenti oggi in Italia. 5 milioni, regolarmente registrati e distribuiti su tutto lo stivale con una maggiore concentrazione al centro-nord. Affinché il sistema imprenditoriale italiano non sia considerato superficiale e miope si spera che questi – forse -, in realtà, siano delle delle certezze. Delle verità e non degli interrogativi.
Supposta logicamente la sola premessa che gli “immigrati” sono prima di tutto uomini, con gli stessi vizi e le stesse virtù di chi va alla grande, per scandagliare ed analizzare meglio come questi nuovi cittadini possano essere una risorsa e non un peso per le imprese italiane, Fabrizio Tiralongo ha risposto ad alcune domande.
Roma, stazione Termini. Quasi come fosse un caso, quasi come fosse tutto preconfezionato, compresa l’ambientazione, il Fabrizio Tiralongo arriva a Roma, in stazione. Attualmente lavora al comune di Viterbo. Si occupa di immigrazione. In realtà è un giovane tecnico che con tanta passione , ogni giorno, affronta l’argomento direttamente. Non a caso è lui l’uomo a cui porre le giuste domande; in questo momento ha le mani in pasta. Tre domande fondamentali.
In che maniera il mondo delle imprese si rivolge agli immigrati?
All’interno di un mercato del lavoro in cui, in Italia, scarseggia una certo tipo di offerta gli immigrati sono indispensabili. La sezione di offerta di lavoro a cui si fa’ riferimento è l’offerta manifatturiera, contadina ed operaia. Se da un lato, in genere, il trend italiano e quello di prendere una laurea o una certificazione riconosciuta, abitudine che contraddistingue quasi la maggior parte dei giovani, dall’altro il bisogno del mercato di reclutare gente per le attività pratiche, in tutti i campi, è sempre maggiore. In questa logica l’immigrato colma questo bisogno, questo vuoto di domanda lavorativa delle imprese. In genere, quindi, gli immigrati vanno a fare ciò che gli italiani non vogliono fare più. Purtroppo, questo fenomeno, è riconosciuto e garantito solo in parte. Per questo, spesso, chi impiega l’immigrato tende a non regolarizzare questo tipo di prestazione lavorativa. Senza mezzi termini si chiama “lavoro nero”. Provocando ,così, un sistema vizioso che sfugge alle logiche di legge, mette a rischio l’incolumità della persona e non crea valore economico per la collettività.
Da questa prima risposta emerge il fatto che, nel giusto modo, l’immigrazione diventa forza lavoro che va a colmare un vuoto, un’esigenza di operatività pratica che agli italiani, nonostante tutto, sembra non interessare. Tiralongo aggiunge:
Non che non ci siano persone, tra gli immigrati, con delle capacità imprenditoriali e manageriali che siano in grado di ricoprire posizioni di potere e responsabilità. In questo caso è il sistema di formazione, prima, e di professione dopo che deficita le reali possibilità di emergere a livello dirigenziale nel contesto lavorativo. Questo però, è un impedimento relativo alla prima e seconda generazione di immigrati. Sicuramente, la terza generazione, figli di immigrati con cittadinanza italiana nati e cresciuti in Italia, che avrà l’accesso alla formazione e alla cultura indiscriminatamente, come un italiano, avrà le stesse possibilità che hanno gli altri. In effetti è fondamentale superare, anche le barriere ed i preconcetti culturali.
Sono sensibili, gli immigrati che abitano in Italia, alla comunicazione pubblicitaria ed alle
politiche di marketing dei prodotti su tutti i mass media?
L’immigrato è tendenzialmente influenzato dalle comunicazioni di prodotto in maniera direttamente proporzionale a quanto si sente integrato al’interno del contesto sociale. In questo senso si riscontra un deficit nei primi anni ma con una progressiva omologazione al crescere fino ad arrivare ad una condizione di assoluta parità. In merito a ciò è importante ricordare che gli immigrati sono comunque una fetta importante di mercato a cui rivolgersi. Questo è un altro caso in cui gli immigrati sono una risorsa e non un problema. Sfortunatamente ,ancora poco si è fatto; le aziende italiane sembrano indifferenti a quei 5 milioni di persone che potrebbero essere consumatori ed acquirenti dei prodotti. Francia ed Inghilterra sono già avanti in questa direzione. Per altro in un mercato che tende a globalizzarsi sempre più, a tradurre in qualche maniera il local in global, all’interno del quale le dinamiche risultano sempre più in convergenza con un linguaggio ed una modalità generalmente uguale per tutti nel mondo. In ultimo, paradossalmente, il mercato , i prodotti e la comunicazione di prodotto risultano essere un collante sociale. La pubblicità come facilitatore ed integratore sociale. Tutti aspetti ancora inesplorati ma importanti.
Ci sono grosse asimmetrie di comportamento di consumo tra chi è nato e cresciuto sempre in Italia ed un immigrato maturo, cioè integrato nella società ?
Senza dubbio la forte connotazione culturale rimane. Cioè, difficilmente si abbandona o si muta integralmente la propria cultura in cui si crede e entro la quale si è vissuti. Il dato interessante è, però, che questo non pregiudica il fatto che le dinamiche del “nuovo paese”, una buona parte di esse, riesce a convivere con le vecchie abitudini e pratiche. Questo vale anche per le pratiche di consumo. Anche qui, la televisione, la fiction in particolare, è importante per incanalare le modalità di comportamento e di consumo di un paese. Se si riesce a sentirsi totalmente a casa? .. Se pur non abbandonando il vecchio, ciò che c’è di migliore del vecchio modo, in maniera del tutto naturale si è anche capaci a stare bene in Italia. Se le condizioni ed il sistema lo favoriscono. Comunque non vi sono grosse asimmetrie di comportamento di consumo, soprattutto nella fase matura del processo di integrazione. Sicuramente i media e i new media accelerano il processo.
È banale dire che l’incontro è una possibilità. Una possibilità concreta che genera valore. Azionare, anche in questa circostanza, un circuito di norme, prima, che corrispondano a metodologie operative organizzate e ben controllate crea opportunità di guadagno e di impiego. Inoltre, dal punto di vista culturale, è un qualcosa in più.
Fonte: Ferpi
Pubblicato da
Anca Elena
alle
15:55
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