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sabato 16 febbraio 2008

Consiliere juridica gratuita pentru cetatenii romani din UE


CONSILIERE JURIDICĂ GRATUITĂ PENTRU CETĂŢENII ROMÂNI CARE LUCREAZĂ ÎN UE

Românii care lucrează în diverse ţări ale Uniunii Europene pot beneficia de Serviciul de orientare pentru cetăţeni, prin care pot beneficia gratuit de consultanţă juridică în limba română. Aceasta este o iniţiativă a Comisiei Europene prin care europenii dintr-o ţară pot primi, în altă ţară a UE, sfaturi juridice gratuite, în limba lor naţională, de la experţi ai Comisiei.

Serviciul acoperă întreaga Europă, oferind cetăţenilor informaţii şi sfaturi personalizate privind drepturile care le revin pe piaţa internă. De la caz la caz, cetăţenii sunt îndrumaţi sau „orientaţi” către autoritatea sau organismul la nivel local, naţional sau european/ care poate rezolva problemele specifice întâlnite. În unele cazuri, cetăţenii vor fi îndrumaţi către reţeaua SOLVIT, care poate căuta o soluţie.

O echipă de experţi juridici care lucrează în toate cele 22 de limbi oficiale ale UE va răspunde întrebărilor adresate în termen de o săptămână. „Serviciul de orientare pentru cetăţeni” vă poate ajuta atunci când vă aflaţi într-o altă ţară din UE şi aveţi nevoie de consiliere, de exemplu, în legătură cu procedurile de intrare şi dreptul de şedere, obţinerea pensiei, prestaţiile de asistenţă medicală sau socială, înmatricularea maşinii sau permisul de conducere şi altele.

Informaţii detaliate despre drepturile cetăţenilor europeni ce lucrează în alt stat membru decât cel de origine pot fi găsite pe site-ul internet http://ec.europa.eu/citizensrights/ . Înainte de a accesa acest site, cetăţenii europeni pot apela, pentru a obţine ghiduri sau fişe informative, la numărul gratuit EUROPE DIRECT - 00800 67 89 10 11. Dacă şi după această etapă un cetăţean european doreşte detalii, poate accesa site-ul menţionat.

Experţi juridici furnizează răspunsuri personalizate, obiective şi rapide, respectând totodată limba în care cetăţeanul se adresează Serviciului. Răspunsurile sunt transmise telefonic sau prin e-mail, în limba aleasă de către cetăţean, respectiv una dintre limbile oficiale ale UE.
Rompres
Adăugat: 15 februarie 2008

Immigrazione: 4 milioni di euro per vittime della tratta


14/02/2008
Finanzieranno progetti di accoglienza e integrazione promossi da associazioni ed enti locali. Domande entro il 27 marzo.
Ogni giorno donne e uomini stranieri sfuggono a trafficanti e sfruttatori e provano a rifarsi una vita in Italia grazie a progetti di assistenza e integrazione promossi da associazioni ed enti locali. Per finanziare interventi di questo tipo, il dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio ha messo in palio 4.400.000 euro.
Il bando è stato pubblicato lunedì in Gazzetta ufficiale e definisce i requisiti minimi dei progetti, che dovranno durare un anno. Dopo una prima fase di contatto, alle vittime della tratta andrà garantita l'accoglienza abitativa e il supporto necessario ad ottenere il permesso di soggiorno previsto dall'articolo 18 del Testo Unico sull'immigrazione. Si passerà quindi all'inserimento socio-lavorativo, anche grazie a corsi di formazione e quindi a borse lavoro e tirocini.
I destinatari dei progetti devono essere cittadini extracomunitari o di stati membri dell'Ue, mentre tra i promotori possono esserci Regioni, Enti locali o privati convenzionati. Il dipartimento pari opportunità coprirà il 70% delle spese, il 30% sarà a carico degli enti locali, ma sono previsti dei massimali per i finanziamento che variano a seconda della copertura territoriale dei progetti.
Le domande vanno presentate entro il 27 marzo al Dipartimento per i Diritti e Pari Opportunità, Segreteria tecnica della Commissione interministeriale, Largo Chigi 19, Roma.
Fonte: Vita.

Scuola. Ue: 44% cittadini comunitari conosce solo propria lingua


15 febbraio 2008
Roma, 15 feb. - Il 44% dei cittadini dell'Unione non conosce altra lingua che la propria. A dirlo è l'ultima indagine dell'Eurobarometro sul multilinguismo che evidenzia punti di criticità, in particolare, in almeno sei Paesi dove la maggior parte degli abitanti rientra in questa categoria: Irlanda (66%), Regno Unito (62%), Italia (59%), Ungheria (58%), Portogallo (58%) e Spagna (56%). Solo il 28% degli abitanti dell'Ue afferma di parlare 2 lingue straniere in misura sufficiente da sostenere una conversazione. Percentuali particolarmente elevate si registrano in Lussemburgo (92%), Paesi Bassi (75%) e Slovenia (71%). Mentre si ferma all'11% la quota di quanti dicono di padroneggiare almeno 3 lingue oltre la propria. E' nata anche alla luce di questi dati la conferenza sulla promozione del multilinguismo come obiettivo condiviso, in corso oggi a Bruxelles. A confronto i rappresentanti dell'istruzione dei Paesi membri. "L'insegnamento delle lingue a scuola è migliorato, ma c'è ancora molto da fare per quanto riguarda l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita", sottolinea Leonard Orban, commissario europeo per il multilinguismo. A suo giudizio bisogna intervenire per evitare il "languages divide" e "per evitare che si crei una spaccatura tra chi parla due lingue e può beneficiare dei vantaggi offerti da uno spazio comune europeo e chi parla solo la propria".
L'invito del commissario è ad "adottare almeno una seconda lingua madre". Un monito che vale soprattutto per Paesi come l'Italia dove oltre la meta' dei cittadini si ferma alla grammatica di origine. Intanto, sempre secondo Eurobaromtro, l'inglese resta la lingua straniera più diffusa in Europa: il 38% dei cittadini Ue afferma di conoscerlo a sufficienza. Il 14% degli europei afferma di conoscere oltre alla madrelingua il francese o il tedesco. L'Italiano è conosciuto dal 3% dei cittadini Ue. (Ami/Dire)
Fonte: Dire Giovani.

giovedì 14 febbraio 2008

Allontanamento dei comunitari: via libera dalla Camera al Governo sul pacchetto sicurezza


13 febbraio 2008

Rilasciato il parere favorevole, con una serie di condizioni, allo schema di decreto legislativo che modificherà il decreto legislativo 30/2007.
La Commissione Affari costituzionali della Camera ha concluso ieri l'esame dello schema di decreto legislativo recante "Modifiche al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, di attuazione della direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri".
Ora il Governo potrà licenziare definitivamente il decreto correttivo che conterrà anche le disposizioni attualmente previste dal decreto legge n. 249 del 29 dicembre 2007 (ad esclusione delle norme sul trasferimento della competenze dal giudice di pace al tribunale ordinario relative ai cittadini extracomunitari) che a questo punto sarà lasciato decadere. Con questo parere si avvia a conclusione il complesso iter di riadeguamento della normativa sull’ingresso, soggiorno ed allontanamento dei cittadini europei e dei loro familiari, iniziato con il decreto legge del 1 novembre 2007, n. 181, emanato dopo l’omicidio della Sig.ra Reggiani a Roma, poi lasciato decadere dal Governo, e poi ancora riproposto con il decreto legge n. 249.
Tra le condizioni indicate dalla Commissione: l’esigenza di non richiedere ai cittadini europei di dimostrare la liceità delle fonti di reddito in quanto condizione non prevista dalla direttiva europea; la previsione che la misura dell'allontanamento immediato con divieto di reingresso decorra dal momento dell'allontanamento del soggetto interessato; che i motivi imperativi di pubblica sicurezza (presupposto per consentire l’allontanamento immediato) sussistano quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all'incolumità pubblica, rendendo urgente l'allontanamento perché la sua ulteriore permanenza nel territorio nazionale è incompatibile con la civile e sicura convivenza; che i provvedimenti di allontanamento sono adottati nel rispetto del principio di proporzionalità e non possono essere motivati da ragioni di ordine economico, né da ragioni estranee ai comportamenti individuali dell'interessato che rappresentino una minaccia concreta e attuale all'ordine pubblico e alla pubblica sicurezza; che, nell'adottare i provvedimenti di allontanamento si tenga conto anche dello stato di salute dell'interessato; che, ai fini dell'adozione del provvedimento di allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza, si tenga conto anche di eventuali condanne, pronunciate da un giudice italiano o straniero, per uno o più delitti non colposi, consumati o tentati, contro la vita o l'incolumità della persona, o per altri gravi delitti; che si escluda che il trattenimento del soggetto da allontanare abbia luogo presso un centro di permanenza temporanea.(R.M.)
Fonte: Immigrazione Oggi.

Guvernul vrea repatrierea românilor plecaţi în străinătate


13 Februarie, 2008

Guvernul vrea să îi stimuleze pe muncitorii români din străinătate să revină în ţară
"Nicăieri ca acasă" - un posibil slogan spre uzul Guvernului, care încearcă să-i atragă înapoi în România pe cetăţenii plecaţi la muncă în străinătate. Ministerul Muncii a prezentat în şedinţa de miercuri a cabinetului o notă în această privinţă.
Măsura este menită să acopere deficitul de forţă de muncă din România.
Şi, potrivit premierului Tăriceanu, primii vizaţi sunt cetăţenii români din Italia şi Spania.

Un prim pas va fi făcut peste câteva zile la Roma, în Italia, unde va fi organizată o bursă a locurilor de muncă din România.

Autorităţile şi reprezentanţi ai diferitelor companii din România, în principal din sectorul construcţiilor, vor pune la dispoziţia lucrătorilor români din Italia un număr de 1.500 posturi din ţară, printr-o bursă a locurilor de muncă pe care Guvernul o va organiza la Roma peste zece zile.

Oferta va include atât salarii atractive, cât şi acordarea de tichete de masă şi cazare asigurată, a declarat, miercuri, premierul Călin Popescu Tăriceanu.

"Vrem să îi stimulăm pe muncitorii români din străinătate să revină în ţară", a spus domnul Tăriceanu.
Încurajarea natalităţii, stoparea emigraţiei, utilizarea tuturor resurselor de muncă interne, dar şi limitarea sau controlarea creşterilor exagerate de personal în administraţiile locale reprezintă principalele măsuri pregătite de Guvern pentru prevenirea apariţiei unei crize pe piaţa muncii, a anunţat, la sfârşitul lunii ianuarie, ministrul muncii, Paul Păcuraru.

El a arătat că există riscul ca, în următorii doi ani, România să se confrunte cu o criză pe piaţa muncii din cauza evoluţiei demografice, iar deficitul forţei de muncă să blocheze dezvoltarea, în lipsa unor măsuri.

Ministrul Muncii a enumerat o serie de măsuri incluse în planul de acţiune privind piaţa muncii, precum stoparea emigraţiei, utilizarea tuturor resurselor interne de forţă de muncă, inişierea unui program naţional de creştere a ocupării în mediul rural, înfiinţarea unui post de agent de ocupare în fiecare primărie, prin care să fie furnizate informaţii referitoare la oportunităţile de angajare şi carieră.
Sursa: BBC Romanian.

mercoledì 13 febbraio 2008

Un român emigrat în Elveţia a primit un prestigios premiu pentru literatură

Miercuri 13 februarie 2008

Încă un român are succes în străinătate. Este vorba de un şofer de autobuz din Elveţia, care a obţinut un prestigios premiu pentru debut în literatură.

Marius Daniel Popescu, de profesie inginer silvicultor, a emigrat în Elveţia în 1990, la scurt timp după Revoluţie. S-a căsătorit şi s-a stabilit la Lausanne, unde lucrează ca şofer pe un autobuz.

A scris două cărţi de poezii, dar abia cu primul său roman, Simfonia lupului, publicat anul trecut, a atras atenţia criticilor elveţieni. Cartea lui Marius Daniel Popescu este povestea copilăriei şi adolescenţei în România comunistă.
Sursa: Realitatea TV

Bologna: muratore romeno sventa scippo

12 Febbraio 2008
BOLOGNA - Le due facce dell'immigrazione, in un unico episodio. Una donna di 50 anni è stata scippata da un maghrebino, nel primo pomeriggio a Bologna, mentra stava salendo sulla sua auto. Un muratore romeno, 53enne, che stava lavorando in un vicino cantiere, ha notato la scena e ha inseguito il malvivente, riuscendo a recuperare la borsa. Lo scippatore è, invece, fuggito. (Agr)
Fonte: The Instantblog.

Eventi: Convegno finale SAMI


L’evento finale del progetto Equal Az.3 Sami (Spazi Aperti per il Mainstreaming Interculturale) si terrà il 14 febbraio a Roma.
Un appuntamento importante per avere un’ampia panoramica sui lavori svolti e i risultati ottenuti nell’ambito del progetto.
Il convegno si svolgerà presso il Palazzo dell’Informazione del Gruppo Adnkronos, in Piazza Mastai 9, dalle ore 09.30 alle ore 13.30.
L’incontro avrà come filo conduttore le esperienze realizzate dagli otto partner che compongono la cordata Sami e si concentrerà nella presentazione della pubblicazione finale di progetto “Migranti: Verso la parità dei diritti – Modelli e strumenti contro le discriminazioni”, che raccoglie e descrive le esperienze maturate durante le varie fasi del progetto.
All’evento interverranno esperti ed operatori del settore, giornalisti e docenti universitari.
La tavola rotonda che concluderà l'incontro coinvolgerà inoltre referenti di istituzioni pubbliche e private in grado di raccogliere le soluzioni pratiche e concrete emerse da Sami, al fine di favorire un’efficace inclusione sociale e lavorativa e contrastare, al tempo stesso, la discriminazione dei cittadini immigrati e vittime della tratta di persone.
Fonte: Adnkronos e Sami

martedì 12 febbraio 2008

Dossier Caritas: 556mila i romeni in Italia


di Emanuela Citterio
11/02/2008

Il Dossier statistico sull'immigrazione di Caritas/Migrantes anticipa i risultati dell'indagine sui romeni presenti nel nostro Paese.
I romeni in Italia sono 556 mila, il 15,1% della popolazione straniera, per il 53,4% costituito da donne. A rivelarlo è il dossier Caritas/Migrantes sull'immigrazione, che ha anticipato i dati sull'immigrazione romena in Italia che sarà pubblicata prossimamente come approfondimento monografico.Il calcolo dei romeni in Italia è stato fatto sommando ai 271 mila residenti rumeni rilevati dall'Istat un anno prima i 131 mila assunti nell'ambito delle quote 2006, i 46mila giunti in Italia - sempre nel 2006 - muniti di visto per inserimento stabile (specialmente per ricongiungimento familiare) ed altri 5 mila (arrivati per motivi diversi). "La stima è prudenziale perché bisogna tenere conto anche dei romeni nati in Italia (in proporzione meno numerosi rispetto ad altre collettività) e di quelli arrivati nel 2007, tuttavia verosimile sulla base di una verifica incrociata degli archivi statistici" si legge in un comunicato di Caritas. Sui nuovi flussi non sono disponibili dati ufficiali, a differenza di quanto avviene per gli immigrati non comunitari, tuttavia secondo le stime più prudenziali dovrebbero riguardare almeno 60-100 mila persone.
Non tutti i romeni sono Rom, anche se molti Rom residenti oggi in Italia sono di nazionalità romena: i Rom romeni nel nostro Paese sono infatti 50.000, cioè meno del 10% della popolazione immigrata romena complessiva, ma circa un terzo della popolazione Rom, che in Italia conta circa 150.000 presenze.
La maggioranza dei romeni immigrati in Italia proviene dai villaggi rurali della regione della Moldavia, sul versante orientale della Romania, che rappresenta una delle aree più povere del paese. Il livello di istruzione – come riferiscono gli ultimi dati censuari disponibili del 2001 – è medio-alto per il 59,2% dei romeni residenti in Italia (molto superiore rispetto al 39,9% relativo al totale degli stranieri e al 33,4% relativo agli italiani), anche se i laureati rappresentano meno dell'8%.
Secondo alcuni studiosi esisterebbe un rapporto inversamente proporzionale tra flussi finanziari dall'Italia e flussi migratori dalla Romania, che in effetti percorrono la stessa rotta, ma in direzione opposta, rispetto ai flussi di capitale. Non è un caso, infatti, che proprio nella Moldavia romena, dove il regime comunista aveva sviluppato l'industria tessile e calzaturiera, dopo il 1989 gli impianti chiusi vennero acquistati dalle Piccole e Medie Imprese italiane interessate a procacciarsi contestualmente anche quella forza lavoro competente e a basso costo rappresentata dai suoi addetti. La presenza degli imprenditori italiani ha dunque creato uno scambio di contatti e informazioni tale da rendere concretamente l'Italia una interessante e appetibile meta migratoria e la Romania un importante sbocco commerciale e imprenditoriale per l'Italia.
A parte la componente dei minori, prima del 1° gennaio 2007 pari a circa un quinto del totale dei romeni, che conferma il crescente percorso di inserimento, la presenza romena in Italia è composta per lo più da lavoratori, se si considera che il 75% soggiorna per lavoro, spesso con una pregressa esperienza migratoria alle spalle, quanto meno all'interno della Romania dove nel corso degli anni ‘80 sono stati forzati ad una urbanizzazione di massa. Questo processo è divenuto irreversibile nel dicembre 1989, quando le industrie romene si sono fermate e si è assistito ad un diffuso ritorno nelle campagne o alla partenza all'estero dei primi pionieri dalle province di Botosani, Suceava, Vrancea, Bacau, Galati e Focsani.
La regione con maggiore concentrazione di romeni è il Lazio (24,8%, di cui il 20,6% a Roma), seguita da Piemonte e Lombardia (15-16%). A livello provinciale Roma e Torino rappresentano le due capitali della collettività romena con incidenze record tra il 25% e il 33% della presenza immigrata. In alcuni comuni dell'hinterland l'incidenza supera anche il 50% raggiungendo in taluni caso l'80%.
Le rimesse che i lavoratori romeni in Italia inviano nel proprio paese partono soprattutto dal Nord (45,5%) e dal Centro (38,1%). La provincia di Roma spicca su tutte le altre, con una percentuale del 24,8%: vale a dire che dei 777,2 milioni di euro inviati in Romani, quasi 200 milioni sono stati inviati dalla provincia romana. Lavorano soprattutto nei cantieri edili (20,8%) e negli alberghi e ristoranti (11,1%), ma 15.000 sono imprenditori, per l'80% nel settore delle costruzioni.
Fonte: Vita.